In base alle elaborazioni modellistiche di questa mattina, l’avvio dell’Estate Meteorologica (1 Giugno) si conferma un po’ stentato a causa dell’avvento di figure cicloniche dalle alte latitudini. Partiamo dalla situazione attuale: al momento le condizioni meteo sono significativamente migliorate lungo tutta la Penisola, grazie all’espansione del bordo orientale dell’Anticiclone delle Azzorre.
Il vasto promontorio anticiclonico, che sta interessando con maggiore enfasi il comparto occidentale europeo, si sta elevando verso nord-nord/est e questo determinerà l’atteso insediamento di una cellula di alta pressione sul cuore della Penisola Scandinava, sorretta parzialmente dalla radice altopressoria in estensione dalla Penisola Iberica. L’arroccamento dell’alta pressione sulle terre scandinave rappresenterà un invito a nozze verso l’Europa Mediterranea per il vortice freddo attualmente centrato tra il Baltico, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.
Il bordo sud-orientale della figura anticiclonica fungerà da veicolo per pilotare il nocciolo ciclonico d’aria fresca, di lontana estrazione polare (isoterme a 500 hPa che attualmente registrano addirittura -30°C nel centro del vortice di bassa pressione) verso le zone alpine. L’avvicinamento del vortice d’aria fresca, pur rimanendo prossimo all’Arco Alpino Orientale, provocherà un netto cedimento barico sui mari italiani, con la genesi nel week-end di un minimo barico nei bassi strati tra il medio ed il basso versante adriatico.
Tale ciclogenesi a livello del mare costituirà le premesse di un significativo peggioramento, dovuto all’ingresso di correnti instabili da est-nord/est verso l’Italia. In tali condizioni, considerato che non ci troviamo di fronte a sistemi frontali organizzati, appare molto difficile prevedere dove si realizzeranno i fenomeni. Va detto che i rovesci potrebbero manifestarsi con molta facilità anche sull’Appennino Centro-Meridionale e non solo sull’Arco Alpino, ma i temporali avranno modo di dilagare anche in zone di pianura o costiere, per via della situazione di marcata instabilità.
Il peggioramento appena descritto, a macchia di leopardo, potrebbe manifestarsi nella giornata di domenica, ma cosa accadrà invece ad inizio settimana? Il vortice ciclonico in prossimità delle Alpi Orientale tenderà a restare pressoché stazionaria, facendo persistere la ferita depressionaria sui mari italiani. Dobbiamo tuttavia dare uno sguardo alle alte latitudini del Continente Europeo, per scorgere dei cambiamenti significativi: l’Alta Pressione scandinava non sembra infatti destinata a durare a lungo e sarà costretta a traslare verso ovest, di fronte ad una saccatura polare.
L’alta pressione, traslando più ad ovest, andrebbe a collocare il proprio centro motore fra l’Islanda e la Groenlandia. La presenza anticiclonica a così alte latitudini darà ulteriormente spinta all’affondo depressionario che, una volta conquistato il Nord Europa, tenderà a spingersi verso i settori centro-orientali del Continente inglobando dentro di sé il cut-off, in precedenza isolato, in prossimità dell’Arco Alpino.
La nostra Penisola risentirà parzialmente di questa discesa di correnti piuttosto fresche ed un po’ instabili dalle alte latitudini continentali. Da metà settimana si potrebbe poi realizzare una radicale contrapposizione fra la saccatura fredda sul Centro-Nord Europa e gli sviluppi di un promontorio anticiclonico sub-tropicale, che proverà a sferrare un attacco verso il Mediterraneo Centrale, interessando in particolare le zone meridionali ed insulari del nostro Paese.
Il nuovo possibile avvento della figura anticiclonica nord-africana, catalizzatrice d’aria calda, sarebbe causata dal contestuale avvicinamento di un vortice ciclonico atlantico nei pressi della Penisola Iberica, che potrebbe rapidamente attrarre le attenzioni della saccatura sul Nord Europa. Lo spostamento dell’asse di tutta la struttura ciclonica verso l’Europa Occidentale potrebbe pertanto suscitare l’espansione dell’alta pressione nord-africana verso l’Italia in corrispondenza della seconda parte della prossima settimana, ma per il momento si tratta solo di congetture basate sugli indizi delle mappe di questa mattina. Per il momento sono necessarie conferme, senza trascurare il fatto che, nell’emissione d’appena due giorni fa, il modello di Reading era stato il primo a smentire ragionevolmente l’ipotesi di una riscossa anticiclonica sull’Italia, pronta a giungere già dal 2 Giugno.