L’ostinato anticiclone nord-africano non è certo destinato a lasciare presto il nostro Paese, ma la sua impronta di stabilità non appare più così incisiva. Ciò lo possiamo chiaramente dedurre non solo dal tappeto nuvoloso piuttosto compatto su una buona parte del Nord-Ovest (bomboloni temporaleschi sui settori alpini a nord del Piemonte), ma anche soprattutto dalle nubi irregolari sparse giunte sul Tirreno, all’interno delle quali si sono generate locali celle temporalesche in mare aperto che ora hanno localmente sconfinato fin sulle coste laziali. L’osservazione attenta dallo Spazio evidenzia peraltro anche le nubi basse che avvolgono alcuni settori costieri della Corsica e della Sardegna, derivanti dall’ulteriore umidificazione delle masse d’aria nei bassi strati. Inoltre, prosegue anche il trasporto di pulviscolo sahariano sul Centro-Sud, come si evince dalle lievi tonalità marroncine sull’immagine Meteosat, che si traducono in cieli opaci e lattiginosi.
Le regioni di Nord-Ovest sono quelle maggiormente esposte al flusso di umide correnti sud/occidentali in quota, legate all’area di bassa pressione centrata sull’Iberia. Tra la notte e le prime ore di questa mattina si sono generati alcuni robusti temporali sulla parte più settentrionale del Piemonte, specie a ridosso dei rilievi, con accumuli di pioggia localmente significativi sul Verbano: la località più piovosa, fra quelle della rete Arpa Piemonte, è stata per ora quella di Druogno con oltre 55 millimetri d’accumulo, seguita da Cossogno con 45 millimetri. Deboli piovaschi hanno peraltro interessato alcune aree liguri, per l’addossamento delle masse d’aria molto umide ai rilievi, ma senza totali pluviometrici degni di nota.