Ormai transitato il primo intenso fronte perturbato, è ora di fare qualche bilancio utilizzando i dati provenienti dalle reti meteo regionali. Questo tipo di perturbazioni, accompagnate da correnti meridionali risultano sempre foriere di notevoli precipitazioni per la Liguria, la Toscana e gran parte delle zone alpine e prealpine centro-orientali. Anche questa volta gli accumuli pluviometrici, dopo due giorni di pioggia quasi ininterrotta (solo ieri a carattere persistente), sono risultati consistenti e peraltro provvisori, in attesa delle prossime precipitazioni attese sulle medesime zone.
L’area di Genova è stata fra le più colpite della Liguria, come spesso avviene in concomitanza di questa tipologia d’eventi. Nella vasta area urbana sono caduti tra i 100 e i 150 millimetri di pioggia a seconda delle varie zone, nell’immediato entroterra fino a 200 millimetri sui monti appena ad est della città. Di portata simile le precipitazioni in alcuni settori dello spezzino (Val di Vara) e localmente a ridosso della zona alpina dell’imperiese (settore occidentale), mentre stavolta la perturbazione si è rivelata più debole sul savonese, con precipitazioni dell’ordine dei 10-20 millimetri.
Da sottolineare le precipitazioni rilevate anche su parte della Toscana Settentrionale: sull’Alta Lunigiana, zona che possiamo comprendere nella regione climatica ligure, sono caduti fino a 150 millimetri nell’area di Pontremoli. Picchi di pioggia molto simili sull’Appennino Pistoiese ed in Garfagnana. Notevoli le piogge registrate anche sul Lazio, a causa di alcune potenti celle temporaleschi giunte dal mare. Le aree più colpite sono state il viterbese e la zona di Roma, con picchi in genere oltre i 70-80 millimetri: alcune zone della Capitale, nelle ultime 48 ore, hanno ricevuto apporti pluviometrici oltre i 100 mm. L’ondata di maltempo si è rivelata ben più debole sull’entroterra e sull’Umbria, ove gli accumuli pluviometrici non sono andati in genere al di sopra dei 30 millimetri. Qualche evento precipitativo di notevole entità ha colpito qualche zona del Sud, in particolare l’area del palermitano sulla Sicilia ove sono stati registrati, a seguito di intensi temporali, 60 millimetri nella giornata di ieri e 51 mm nella giornata di Martedì, il tutto accompagnato da temperature assai alte, come vedremo in conclusione d’articolo.
Piogge intense e persistenti anche sulla fascia montuosa del Triveneto: da queste parti i pluviometri hanno rilevato accumuli ben più rilevanti di quelli avuti sulle restanti zone d’Italia, con picchi anche superiori ai 200-300 millimetri sulle zone montuose esposte nella sola giornata di ieri. Da sottolineare accumuli di quasi 80 millimetri in nottata sulla zona di Tolmezzo. Precipitazioni di quest’entità non sono rare su tali zone in autunno, pertanto i danni risultano abbastanza contenuti proprio perché i corsi d’acqua in piena dispongono di ampie aree ove esondare. Anche i settori alpini dell’Alta Lombardia e dell’Alto Piemonte hanno ricevuto importanti precipitazioni, con picchi di oltre 100 millimetri sul bresciano e sul varesotto. In quest’ultima zona sono state rilevate raffiche di vento da uragano (nella terminologia della scala beaufort), ad oltre 150 km/h.
In nottata l’ingresso d’aria più fredda sui nostri versanti alpini ha permesso un deciso calo della quota neve, ad iniziare dalla Valle d’Aosta, ove sono stati imbiancate località prossime ai 1000 metri d’altezza, come Gressoney Saint Jean. Le precipitazioni più intense hanno interessato le zone orientali della regione, con accumuli nevosi a 2000 metri localmente superiori ai 20 centimetri. Spostandoci invece verso l’Arco Alpino centro-orientale, la quota neve si è finora mantenuta in genere al di sopra dei 1400-1500 metri.
Questi eventi nevosi non sono nulla di particolarmente eccezionale per il periodo. Ben diverso quello che è successo oltralpe appena fuori dai nostri confine, oppure sulle zone occidentali europee, in particolare su Francia e Spagna (senza trascurare le brevi spruzzate di neve in Inghilterra, fino a ridosso di Londra). La neve è caduta abbondante sulle Alpi Svizzere ed austriache, imbiancando notevolmente anche località come Zurigo e Berna a quote collinari. Più ad ovest, imbiancate le colline attorno a Barcellona, ma tutta l’Europa Occidentale è stata stretta nella morsa di un freddo invernale. A seguito delle gelate notturne, le temperature massime di ieri sono risultate abbondantemente al di sotto della media del periodo: sulla stessa Barcellona non si sono superati i +8,6°C, mentre Parigi è rimasta anche in pieno giorno al di sotto dei 5 gradi.
Il freddo gelido dell’Europa Occidentale ha fatto da contrasto con il clima ben più tiepido di casa nostra: le correnti tiepide pre-frontali, accentuate in alcuni casi dall’effetto di caduta dei venti dell’Appennino, hanno fatto salire le temperature massime di ieri fino a ben +28,2°C a Pescara, +27,6°C a Palermo Boccadifalco, +27,4°C a Bari ed Ancona Falconara. Temperature ancor più alte si potrebbero registrare nei prossimi giorni, specie all’inizio della prossima settimana.