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Persistente nucleo di aria gelida sull’Europa orientale, quali effetti in Italia?

di Ivan Gaddari
11 Dic 2009 - 15:02
in Senza categoria
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Anche nel periodo Natalizio l'Europa centro orientale sarà influenzata da un nucleo di aria gelida che renderà le condizioni meteo decisamente invernali. L'Italia potrebbe subirne gli effetti, ma dovremo attendere ulteriori aggiornamenti per poter valutare con precisione la possibile evoluzione. Fonte (www.meteogiornale.it/mappe), elaborazione grafica a cura di Ivan Gaddari per MTG.
L’elemento saliente a breve termine.
Con oggi il Continente europeo cambierà pagina ed entrerà all’interno di un crudo capitolo invernale. Un vasto nucleo di aria gelida si impossesserà delle aree centro orientali e gli effetti saranno evidenti anche sull’Italia.

L’elemento saliente a medio termine.
La discesa dell’aria gelida verso sud verrà favorita da un blocco anticiclonico in Atlantico, ma nei prossimi giorni la radice si spezzerà a causa di un’azione perturbata di tipo oceanico. Le perturbazioni atlantiche avranno così modo di penetrare sul Nord Africa e portarsi poi verso il Mediterraneo centrale. Aria certamente più mite che andrà a interagire con quella più fredda venuta da est, che resterà arroccata sulle regioni Settentrionali.

L’elemento saliente a lungo termine.
Il periodo Natalizio sarà caratterizzato da un persistente nucleo di aria gelida tra la Russia e la Scandinavia e pare che possano esservi nuovi blocchi anticiclonici sull’Atlantico.

Il trend a lungo termine:
L’Italia potrebbe essere preda di distinte circolazioni- Da un lato si potrebbero avere delle interferenze di tipo mite oceanico, dall’altro non escludiamo che l’aria gelida possa in qualche modo lambirci con effetti ancora tutti da valutare.

Elementi di incertezza:

L’incertezza deriva principalmente dalla possibile reiterazione dei blocchi anticiclonici in Atlantico. Le depressioni che si genereranno in Oceanico, figlie del ramo Canadese del Vortice Polare, giocheranno un ruolo fondamentale sulle sorti meteorologiche peninsulari.

Fattori di normalità climatica:
Analizzando i diversi diagrammi termico-barici notiamo come la media dei singoli membri, dal punto di vista delle temperature, punti verso il basso. Ciò significa che i valori termici potrebbero comunque mantenersi al di sotto della norma su molte regioni del Paese. Non è da escludere tuttavia che le azioni più miti di matrice atlantica possano in qualche modo stravolgere questa tendenza.

Le precipitazioni sembrano invece poterci interessare in modo consistente. Ciò significa che anche qualora dovessero prevalere le ipotesi fredde, non mancheranno le ciclogenesi capaci di determinare condizioni di cattivo tempo.

Focus: evoluzione sino al 24 dicembre 2009
Nei prossimi giorni vi sarà una diminuzione delle temperature, causa i venti freddi provenienti dalla Russia. In un primo momento verranno coinvolte le regioni Centro Settentrionali, poi il gelo resterà ancorato al Nord. Altrove si avrà un rialzo delle temperature causato da una perturbazione proveniente dal Nord Africa, che porterà condizioni di diffuso maltempo. Date le bassissime temperature al Settentrione, la neve potrà cadere anche in Val Padana e occasionalmente sulle coste.

Successivamente si potrebbero realizzare altri passaggi perturbati di natura oceanica, per questo motivo le condizioni meteorologiche si manterrebbero incerte. Al Centro Sud e nelle Isole assai probabile che possano prevalere piogge e rovesci, mentre al Nord le basse temperature potrebbero favorire altre nevicate a bassissima quota. In vista del Natale v’è da valutare l’ipotesi concernente una nuova irruzione d’aria fredda che potrebbe interessare anche il resto dello Stivale.

Evoluzione sino al 29 dicembre 2009
Spingersi in là nel tempo, data l’incertezza che vige nei modelli, è impresa ardua. Quel che emerge è una persistenza del gelo su ampie aree dell’Europa.

In conclusione.
Al di là che nevichi o meno, l’Inverno sta per giungere e il suo ingresso, per molte regioni, non sarà certo indolore.

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