L’intera settimana è stata condizionata da una circolazione atlantica, che ha condotto in Italia tre distinte perturbazioni. Le prime due, fortunatamente, non hanno prodotto effetti sgradevoli. L’ultima, che comincerà a manifestarsi nella giornata odierna, probabilmente risulterà la più forte. Ma non avrà soltanto l’onere di recare precipitazioni, no. Stravolgerà l’impianto barico e la prossima settimana catalizzerà parte dell’irruzione artica che coinvolgerà l’Europa centro orientale. Ovviamente sarà solamente una delle cause imputabile ai primi rigori invernali. Se non avvenisse qualcosa di più complesso in Atlantico, tutto ciò non sarebbe possibile.
Avete presente la Bassa Pressione Britannica? Quella che ha spinto le varie perturbazioni verso est? Bene, non ci sarà più. Al suo posto si creerà un muro anticiclonico che dalle Azzorre si porterà in Groenlandia. Nel contempo un possente nucleo Artico, alimentato da aria gelida, si propagherà verso sud e convoglierà l’aria fredda in gran parte del Continente. Inizialmente colpirà le aree orientali e le centrali, ma poi scaverà un corridoio verso ovest e pare sia destinata addirittura a raggiungere l’Oceano. Prima però avrà modo di alimentare una complessa struttura ciclonica ubicata tra le Repubbliche Baltiche e la Polonia. Le spire lambiranno anche l’Italia e parte della massa fredda riuscirà a penetrare nel Mediterraneo. Ecco spiegate le cause dell’intenso raffreddamento.
Una spiegazione che certamente entusiasmerà gli amanti dell’Inverno, ma sarebbe sbagliato trascurare quel che avverrà tra domenica e lunedì. La perturbazione, a quanto sembra, sarà molto intensa. Prima coadiuvata da venti di Scirocco, poi di Libeccio. Citare i venti è indispensabile, altrimenti non si capirebbero le ragioni dell’accanimento su determinate regioni. Anzitutto domenica. Giornata di forte maltempo su gran parte del Nord, in particolare sul Nordest, ove pare che le piogge possano cadere con forza. Tanto che non si esclude la possibilità di altri nubifragi. I maggiori fenomeni dovrebbero accanirsi subito a ridosso dei rilievi, mentre sulle Alpi nevicherà abbondantemente oltre i 1000 metri.
Forti precipitazioni coinvolgeranno anche la Liguria, la Lombardia e il basso Piemonte. Maltempo che si manifesterà soprattutto dal pomeriggio. Anche in questo caso nevicherà abbondantemente sulle Alpi e le Prealpi, dai 1000 m in su. Nel Cuneese è possibile che la quota neve risulti più bassa, attestandosi tra i 700 e gli 800 metri.
Il maltempo coinvolgerà anche Toscana, Lazio e Umbria. Non mancheranno forti rovesci e qualche precipitazione riuscirà a spingersi verso le Marche e la Campania. In Sardegna prevarrà una vivace instabilità, soprattutto nel settore ovest, mentre al Sud ed in Sicilia cominceranno a manifestarsi densi annuvolamenti.
Annuvolamenti che lunedì saranno accompagnati da precipitazioni irregolari. Inizialmente coinvolgeranno un po’ tutto il settore e potrebbero risultare di forte intensità sulla Puglia. Da metà giornata, a causa del Libeccio, i fenomeni si concentreranno soprattutto sui settori tirrenici. Venti occidentali che innescheranno altre precipitazioni nelle regioni del medio-alto versante tirrenico, così come in Sardegna e nelle zone occidentali sicule. Al Nord vigerà un regime di spiccata variabilità ed anche in questo caso gli annuvolamenti saranno in grado di produrre qualche precipitazioni residua.
Da martedì in poi comincerà a fluire l’aria fredda. Nelle regioni Settentrionali i venti si disporranno da Nord, con foehn in rinforzo nelle aree esposte. Il tempo sarà variabile, a tratti discreto sul Nordovest. Al Centro e in particolare tra Sud e Isole prevarranno forti venti occidentali. Caleranno le temperature e non mancheranno condizioni di locale instabilità. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso anche sui rilievi appenninici. Insomma, si respirerà aria d’Inverno perlomeno sino alla giornata di giovedì.