Gli ingredienti settimanali vedono nel piatto mescolarsi Alta Pressione e instabilità diurna. A contorno spifferi d’aria fresca che seguitano a fluire dai Balcani, laddove resistono sacche instabili riconducibili all’ammasso artico staccatosi dall’Europa settentrionale due settimane or sono. Ci sarebbe da chiedersi, perché sta resistendo così a lungo? La causa principale è una mancanza anticiclonica che si risolve con ulteriori apporti d’aria fredda provenienti dalla Russia e che quindi non permette alla Bassa Pressione di assorbirsi in tempi brevi.
Ma nel frattempo l’Alta Pressione delle Azzorre preme, eccome! Ce ne siamo resi conto, sia perché le giornate in fin dei conti sono belle, ma anche perché sta iniziando a far caldo. I picchi termici maggiori si hanno nelle zone interne, in Val Padana, insomma, in tutte quelle lande ove il clima può esser definito Continentale. Un clima caratterizzato da forti escursioni termiche e infatti di notte fa senz’altro più fresco. E non c’è alcuna influenza marina, che ha la capacità di rendere meno fastidiosa la calura. Va detto però che si tratta di un caldo secco, perché i tassi di umidità dell’aria sono bassi. E’ questa la ragione per cui non sentirete parlare d’afa, è per questo motivo se si riesce a sopportare di più le alte temperature.
Capitolo caldo. In apertura abbiam detto che sta giungendo un’ondata di calore di moderata entità. Precisiamo subito una cosa. Non sta venendo l’Anticiclone africano, lui no, per ora se ne resta in Africa. Siamo abbracciati da una propaggine dell’Azzorriano, anche se è pur vero che alla base si avvale di un supporto più caldo. E nei prossimi giorni, anche per via di una piccola goccia fredda sulla Penisola Iberica, questo apporto s’accrescerà e con esso, inevitabilmente, le temperature. Sappiamo poi che il persistere di un campo anticiclonico schiaccia al suolo l’aria calda, che si deposita così nei bassi strati e da vita alle ondate di caldo. Pur in assenza di isoterme rilevanti.
Cosa attenderci? Bel tempo, ma ancora qualche temporale. E caldo. Un caldo crescente, che porterà la colonnina di mercurio a raggiungere picchi di 35/36 gradi. I valori maggiori si registreranno probabilmente nel fine settimana, e agli inizi della prossima. Dove? Le proiezioni indicano le aree interne tirreniche come le maggiori indiziate, ma anche la Val Padana e l’entroterra insulare. Non che altrove faccia fresco, sia bene inteso, ma comunque chi vorrà cercare un po’ di refrigerio potrà andare al mare perché là agiranno le brezze. E visto che il Mediterraneo non è ancora sui livelli di calore delle annate migliori, risulteranno gradevoli.
Prima che il tempo s’aggiusti con decisione, dovremo sopportare qualche altro giorno di vivace instabilità pomeridiana. Iniziamo con domani, mercoledì. Come oggi, fin da subito potrebbero verificarsi episodi temporaleschi in qualche zona del Nordovest e poi, dal pomeriggio, l’escalation si avrà sulle Alpi. La cumulogenesi prenderà di mira anche la dorsale appenninica, soprattutto le zone più a sud e difatti tra Calabria, Basilicata e Campania c’è la possibilità di qualche scroscio di pioggia. Così come sembra sussistere un discreto rischio nelle aree interne della Sardegna.
Giovedì si avrà una piccola variazione. Sbuffi d’aria fresca si riproporranno al Sud, incentivando una maggiore variabilità diurna che dovrebbe tradursi in frequenti temporali sui rilievi, ma non solo. Sembra che qualche precipitazione possa estendersi alle coste tirreniche. Episodi instabili di breve durata potrebbero verificarsi poi nell’Appennino laziale e nelle aree interne tra Abruzzo e Molise. E il Nord? Anche qui un piccolo cambiamento. Nonostante una persistente variabilità diurna al Nordovest, stavolta le precipitazioni dovrebbe proporsi con maggior vivacità sulle Alpi orientali. Aggiungiamo poi qualche cenno ai venti, perché in Adriatico ed al Sud soffieranno nuovamente settentrionali, anche se deboli.
E siamo al fine settimana. Probabilmente inizierà l’esodo dei vacanzieri e interesserà sapere che tempo è previsto. Detto del caldo, possiamo darvi buone notizie. Sembra infatti che l’Alta Pressione prenda in mano il timone, inibendo significativamente l’attività temporalesca. Al Centro Sud e nelle Isole prevarrà il solleone e quei disturbi che potranno insistere in vicinanza dei rilievi sembrano destinati a cadere nel nulla. Anche l’Italia Settentrionale godrà di maggiori spazi di sole, ma sulle Alpi indugerà una certa cumulogenesi alla quale potrebbero legarsi alcuni temporali.