Ha avvicinato il record del giorno, fissato il 13 marzo 2000, la temperatura al Polo Sud geografico: alle 1715 UTC i sensori hanno segnato -64,6 °C (dato non ufficiale) a soli 2,8 °C dal minimo storico di -67,4 °C. Con l’approssimarsi dell’equinozio d’autunno (20 marzo) i valori del Plateau Antartico si stanno portando in linea coi valori tipici della stagione e il 12 marzo, alla base italo francese Concordia, la minima ha raggiunto i -64,3 °C mentre nella vicina stazione automatica di Dome C II si sono registrati -63,1 °C. Temperature non eclatanti, queste ultime, se rapportate all’altezza, mentre degna di nota risulta quella di Amundsen-Scott se si guarda al differenziale di quota, ovvero ai 397 m che dividono Concordia (3.233 m) e il Polo Sud (2.836 m).
Nella stazione più elevata del Plateau Antartico (l’AWS australiana di Dome Argus: 4.084 m) i -60 °C sono stati infranti solo il 13 marzo con -62,6 °C (dato sinottico delle 1800 UTC, che non corrisponde ancora alla minima assoluta), dopo essere stati sfiorati l’11 marzo con -59,8 °C. Alla base russa Vostok invece, dopo il -61,1 °C toccato l’1 marzo, il giorno 11 si sono registrati -58,0 °C mentre il 12 i termometri hanno segnato -56,7 °C.
Val la pena sottolineare anche l’andamento medio di questo mese di marzo alla base inglese Halley, sul Mare di Weddell: nello scorcio 1-13 marzo i rilevamenti sinottici indicano un -19,1 °C che, rispetto alla normale mensile 1957-2007, si pone già a -2,7 °C. Si tratta di un dato notevolissimo per il periodo e che fa seguito a un primo bimestre freddissimo: facile pronosticare che il trimestre gennaio – marzo possa battere il record storico del 2001, quando si raggiunsero i -12,4 °C con la seguente progressione (in seconda colonna il 2008 col parziale di marzo):
gennaio -5,6 °C -6,6 °C
febbraio -11,6 °C -11,8 °C
marzo -20,0 °C -19,1 °C