Paghiamo dazio:
quante volte, quest anno e nei precedenti, abbiamo assistito a tragedie alluvionali? Troppe. Non è compito nostro cercare o attribuire colpe, quel che possiamo fare è constatare – certificandoli – i profondi cambiamenti che hanno investito anche il clima Mediterraneo negli ultimi decenni. Le anomale ondate di calore, non ultime quelle dello scorso ottobre, creano quell’immenso serbatoio energetico che al minimo sbuffo d’aria fredda esplode quasi come fosse un ordigno nucleare. Mettiamoci l’imperizia dell’uomo nell’utilizzo del territorio e si hanno i risultati delle ultime 48 ore.
Sardegna, ma non solo:
l’Isola è stata certamente la più colpita ed è forse superfluo tornare sull’argomento. La speranza è che le operazioni di ricostruzione possano avvalersi dell’aiuto di tutti, soprattutto delle istituzioni e delle autorità competenti. Ma oltre la Sardegna, l’ondata di maltempo ha colpito con furia anche alcune aree del settore ionico. In Calabria, ad esempio, si sono verificati ingenti allagamenti e lo straripamento di alcuni corsi d’acqua. Ora la speranza è che la prossima ondata di maltempo, a partire già da domani, si mostri più clemente e non lasci dietro sé la solita scia di distruzione.
Arriva l’inverno:
proprio così, arriverà il freddo. Dall’Artico s’è messa in moto una sciabolata d’aria fredda che dopo aver battuto l’Europa occidentale avrà modo di sfruttare la lacuna barica presente sui nostri mari gettandosi sull’Italia. Le acque superficiali del Mediterraneo posseggono ancora un po’ d’aria calda, perlomeno in superficie. Ed è per questo che verrà a crearsi un altro Vortice Ciclonico, destinato a scivolare verso sud. Le temperature, ovvio, registreranno un brusco abbassamento e la prima neve stagionale – a bassa quota – farà la sua comparsa anche sui rilievi appenninici.
Maltempo duraturo:
purtroppo ci vediamo costretti a confermare quanto asserito nei precedenti approfondimenti, ovvero una ferita ciclonica di difficile guarigione. A quanto pare anche la prossima settimana dovremo fronteggiare una certa instabilità, indotta presumibilmente da ulteriori apporti d’aria fredda provenienti da est.
Configurazione invernale:
lo scenario barico evolverà, certo, ma rimarrà orientato su frequenze tipicamente invernali. L’attuale rimonta anticiclonica atlantica, la stessa che sta provocando il distacco del blocco Artico, proseguirà il suo percorso verso nordest ed è probabile che vada a incidere sulle sorti del ramo russo-scandinavo del Vortice Polare. L’aria fredda ad esso associato scivolerà verso sud, direzione Balcani, e sembrerebbe in grado di affluire sull’Italia.
L’Alta delle Azzorre:
perché la citiamo? Beh, perché oltre ad arrecare la succitata irruzione Artica, sembrerebbe in grado di produrre un’altra possente ondulazione del getto d’alta quota entro la prima settimana di dicembre. Dovesse realizzarsi questa dinamica, una nuova possente incursione Artica prenderebbe possesso dell’Europa e potrebbe dirigersi verso il nostro Paese. Trattasi, al momento, di trend evolutivo tracciabile in seguito all’analisi di alcuni indici climatici. Ma come tale andrà rivisto, o eventualmente corretto, nel corso dei prossimi aggiornamenti.
Focus: evoluzione sino al 03 dicembre 2013
La nuova ondata di maltempo subentrerà giovedì e ci terrà compagnia nell’arco del weekend. Maltempo a tratti decisamente intenso, che potrebbe sfociare in locali violenti temporali o addirittura nubifragi. Ma quel che preme sottolineare è il brusco calo termico che andrà a realizzarsi e che condurrà le prime nevicate stagionali a bassa quota anche in direzione delle regioni centro meridionali – Isole comprese.
Tempo che potrebbe migliorare nel corso della prossima settimana, ma dovremo sopportare un po’ di freddo da est e quindi temperature leggermente inferiori alla norma. Non sono da escludere apporti instabili nelle regioni esposte alle correnti orientali, con ulteriori nevicate sui rilievi.
Evoluzione sino al 08 dicembre 2013
La prima settimana di dicembre, che tra l’altro segnerà l’avvio dell’inverno meteorologico, potrebbe proporci un’altra irruzione Artica e non è escluso che possa rivelarsi ben più incisiva della precedente.
In conclusione.
Autunno che vestirà i panni invernali, anticipatamente, e che potrebbe indossarli sino al passaggio di testimone – meteorologicamente parlando – colla nuova stagione.