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Mappa GFS che mostra la variazione termica all'altezza di 850 hPa nell'arco d'appena 24 ore fra le ore centrali di venerdì e quelle di sabato, quando inizierà ad affacciarsi l'aria più fresca atlantica. Fonte^^^^^Mappa GFS dell'altezza dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al suolo per le ore centrali di domenica 25. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale. Fonte^^^^^Le termiche ad 850 hPa per le ore centrali di domenica: in tutta Italia verranno abbattute le strenue resistenze dell'aria nord-africana. Fonte^^^^^Intensità e direzione dei venti per domenica, orientati su tutto il territorio dai quadranti settentrionali. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo
La terza decade di luglio è appena iniziata, ancora una volta in compagnia del caldo, ormai divenuto monotono e al tempo stesso angosciante, in quanto va praticamente avanti, senza particolari intoppi, da inizio mese. Una svolta è finalmente dietro l’angolo ai nastri di partenza, ormai decisamente più di uno spiraglio, ma prima si dovrà ancora “pagare il prezzo” delle correnti nord-africane, in quanto si attiverà un richiamo da sud proprio con l’incedere della saccatura nord-atlantica da ovest, pilotata direttamente da una pulsazione meridiana del Vortice Polare.

L’ultima feroce impennata termica si realizzerà dunque nel corso delle prossime 48 ore, ma da sabato si inizierà a concretizzare la liberazione dal caldo sahariano principalmente al Centro-Nord e sulla Sardegna, come si può intuire dalla mappa in basso proiettata sulle variazioni termiche attese per le ore centrali di sabato rispetto alle 24 ore precedenti.


I bollori africani verranno definitivamente messi in soffitta nella giornata di domenica, momento nel quale la saccatura nord-atlantica si sarà posta lungo i meridiani centrali europei, presupposto ideale per sgonfiare così il “gobbo africano” in ritirata dal Mediterraneo. La situazione sembra assumere dei connotati molto dinamici, con l’onda depressionaria in rapido moto verso levante: l’anticiclone delle Azzorre nel frattempo spingerà dal Vicino Atlantico e questo dovrebbe impedire il rischio di sprofondamento della saccatura (in evoluzione a goccia fredda) verso il Mediterraneo.


Oltre alla rinfrescata, poco o nulla accadrà, se non nei limiti di un passaggio temporalesco su parte del Nord Italia ed una parziale instabilità che di riflesso interesserà le restanti zone d’Italia, limitatamente all’Appennino ed alle ore di massima insolazione. I venti settentrionali saranno dunque i responsabili principali del refrigerio con un ricambio d’aria che abbatterà gradualmente anche gli elevati tassi d’umidità che si erano combinati alle elevate temperature nel mix micidiale che ha dominato per una buona parte di luglio.

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