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Mappa GFS di previsione delle termiche stimate all'altezza geopotenziale di 850 hPa per le ore 00Z del 4 gennaio: il fiume artico invade l'Italia, occupando le medie latitudini di gran parte dell'Europa Continentale. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo^^^^^Mappa GFS di previsione della variazione termica stimata all'altezza di 850 hPa per le ore 18Z del 3 gennaio rispetto al contesto attuale: il cambiamento più brusco riguarderà le zone occidentali, attualmente interessate da un flusso d'aria mite. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo^^^^^Mappa GFS di previsione delle precipitazioni nevose stimate nell'arco della giornata del 3 gennaio. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo
L’aria artica ha impazzato in maniera pressoché indisturbata per tutto dicembre sull’Europa e l’inizio dell’Anno Nuovo non promette grandi novità in tal senso. La ricostituzione del lungo ponte anticiclonico sull’Atlantico darà modo alle truppe artiche di scendere senza difficoltà su gran parte d’Europa. La traiettoria sembra quella ideale per raffreddare notevolmente i meridiani centrali europei, il cuore del Mediterraneo e successivamente il comparto balcanico.danubiano.

 Fitta nevicata sui lungarni di Pisa nel centro della città (foto
scattata da Francesco Bracci).
E l’Europa Occidentale? Forse sarà leggermente più al riparo stante una maggiore vicinanza dell’anticiclone atlantico, ma valutando un raffronto rispetto alla situazione attuale il calo più marcato, in termini di gradi persi in quota, potrebbe proprio interessare i settori occidentali europei, dove nel frattempo l’ingerenza atlantica ha portato non solo un deciso addolcimento termico, ma persino un clima quasi mite per il periodo.

 La Torre di Pisa e il Duomo (foto di Alessandro Staiano, fonte: forum Mtg).
Dicevamo che anche l’Italia non sarà immune dalla sfuriata fredda, in entrata da nord/est, con probabile maggiore coinvolgimento delle zone adriatiche. Non si tratterà con ogni probabilità di un’irruzione fredda eccezionale come quella sconvolgente giunta a metà dicembre, ma sembrano esserci le condizioni per ottimi apporti nevosi almeno in Appennino, fino a quote medio-basse. L’arrivo della parte più incisiva dell’aria artica coinciderà con un generale miglioramento e con una sterilità dei fenomeni, come spesso accade, per via del graduale spanciamento di un’area anticiclonica da nord.

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