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Focus dell'attività temporalesca nelle ultime 2 ore: si notino le fulminazioni vivaci soprattutto in mare aperto ad ovest della Sicilia. Abbiamo cerchiato l'area dove è presente maggiore instabilità. Immagine a cura di www.blitzortung.org^^^^^Mappa del CAPE INDEX prevista su base GFS per il pomeriggio odierno di mercoledì 22 settembre: si notino gli alti livelli d'instabilità (denotabile proprio dal CAPE) concentrati soprattutto in Sicilia. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo^^^^^Velocità verticali, umidità relativa e direzione del vento a 700 hPa (circa 3000 metri d'altezza) per il pomeriggio odierno (le ore 14 in Italia) da GFS, utilissime per stimare la localizzazione e l'evoluzione dei temporali: le zone evidenziate con le tonalità più accese di rosso, laddove supportate da tassi d'umidità relativa elevati, rappresentano quelle più indiziate per la nascita dei temporali. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo
Un’imponente area anticiclonica abbraccia gran parte dell’Europa Centro-Meridionale, ma non si presenta particolarmente salda alle altezze superiori dell’atmosfera e questo origina disturbi più o meno rilevante. Il punto sicuramente più debole di tutto il dominio anticiclonico è quello presente sulle nostre regioni centro-meridionali, ove sta vagando una piccola goccia fredda, nient’altro che la trottola vorticosa che ha movimentato gli scenari atmosferici trasportando il sistema nuvoloso sopraggiunto da ovest.


Una prima vivace area temporalesca si è originata appena al largo delle coste occidentali della Sicilia, supportata da indici di CAPE favorevoli alla convezione in libera atmosfera, ma si tratta solamente del primo indizio della presenza di una vivace instabilità destinata a manifestare in maniera più evidente la propria presenza nelle ore più calde del giorno. Il riscaldamento diurno dovrebbe infatti rivestire un ruolo fondamentale nella genesi di temporali pomeridiani sulle zone interne e montuose, per quel che concerne in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna.


Il rischio temporalesco è possibile valutarlo in misura ancor più accurata tramite la proiezione delle velocità verticali in quota (altezza geopotenziali di 700 hPa) che, laddove molto negative (tonalità di rosso più scuro sulla mappa in basso) favoriscono i moti convettivi ascensionali. Naturalmente, le velocità verticali devono per forza coincidere con tassi d’umidità elevati e i due fattori sembrano concorrere in senso favorevole nelle aree descritte in precedenza. Sul resto d’Italia, ed in particolare sulle zone appenniniche, la cumulogenesi diurna non dovrebbe pertanto produrre fenomeni temporaleschi di rilievo, ma al limite solo qualche piovasco.

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