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Mappa GFS di previsione dell'altezza dei geopotenziali a 500 hPa e della pressione al suolo per le ore 00Z del 24 novembre: scenario meteo d'inizio settimana condizionato da un progressivo afflusso d'aria artica verso l'Europa Centro-Settentrionale: ruggito invernale. Fonte https://www.meteogiornale.it/mappe-modelli-meteo^^^^^Anomalie delle temperature superficiali dell'acqua (SST): si noti, a fronte di una Nina decisa, come fra Groenlandia e Canada siano presenti le aree con i maggiori scarti positivi dalla norma. Fonte mappa Unisys.
Il trenino di perturbazioni atlantiche dovrà presto fare i conti con una pulsazione dell’anticiclone oceanico, destinato a rimontare decisamente verso nord, in maniera tale da creare le condizioni ideali per la genesi di un ponte di blocco con cuore sulla Groenlandia. Il cambio di circolazione imprimerà una probabile accelerazione meridiana del lago d’aria gelida, attualmente confinata nella propria sede naturale tra i ghiacci del Circolo Polare Artico.

Questa massa d’aria gelida inizierà pertanto le sue manovre di discesa verso sud, attratta peraltro da un regime ciclonico (estrazione atlantica) che abbraccerà buona parte dell’Europa Centro-Meridionale. Attualmente è ancora prematuro tracciare le possibili conseguenze in vista per l’Europa e per l’Italia, ma le analisi più credibili fanno propendere per l’espansione della colata gelida verso la Scandinavia e la Russia, in successiva estensione retrograda verso l’Europa Centrale.


Come mai il forte blocco anticiclonico in Groenlandia? L’avevamo annunciato a più riprese nelle scorse settimane: una vasta zona di acque decisamente più calde della norma continua a giacere proprio nei pressi delle coste meridionali della Groenlandia ed è proprio quest’anomalia delle acque oceaniche a favorire l’insediamento di blocchi anticiclonici a tali latitudini.

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