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Proiettile gelido nel cuore dell’Europa. Quali effetti in Italia?

di Ivan Gaddari
18 Feb 2013 - 13:51
in Senza categoria
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Fa freddo:
basterebbe osservare il diagramma termico di una qualsiasi località peninsulari, o insulare, per rendersi conto che le temperature attuali risultano inferiori alla norma o in linea con l’andamento medio stagionale. Febbraio, sinora, si sta rivelando un mese prettamente invernale. Sono transitate diverse perturbazioni e abbiamo avuto nevicate anche copiose sia sulle montagne, sia in alcune aree pianeggianti. Molti hanno impresso nella mente l’evento del 2012 e quanto accaduto finora perde – a torto – gran parte dell’essenza invernale in esso contenuta. Ma è bene ricordare che quel che successe un anno fa rientra a pieno titolo in quegli eventi “storici” che hanno un tempo di ritorno dai 30 ai 50 anni.

Il gelo russo:
ultimamente abbiamo introdotto il concetto di “gelo russo” per descrivere la massa d’aria fredda che sta invadendo l’Europa orientale. Il termine gelo è utilizzabile perché comunque si raggiungeranno temperature decisamente inferiori allo zero in varie Nazioni Europee, ma sarebbe errato assimilarlo al concetto di gelo siberiano perché quest ultimo è ben altra cosa. L’evento del 2012, per intenderci, fu causato dall’arrivo dell’aria fredda pellicolare – prodotta dall’Anticiclone Russo Siberiano – nel cuore del Mediterraneo. Quella che sta per invadere il settore centro occidentale del Continente è aria gelida proveniente dal settore Russo del Mar Glaciale Artico.

Europa terra di battaglia:
riassumiamo, brevemente, la configurazione barica continentale. Partiamo dall’ampia struttura anticiclonica che sta per isolarsi in Scandinavia. Il suo ruolo sarà decisivo quale spartiacque tra la circolazione gelida proveniente da est e quella mite di origine atlantica. Lo scontro dovrebbe avvenire a livello della Francia, dove andrà ad ampliarsi una vasta depressione i cui effetti – lo vedremo a breve – potrebbero estendersi sino all’Italia.

Copiose nevicate:
quelle che interesseranno una vasta porzione del territorio europeo. Voi vi chiederete: e l’Italia? Come rilevato in vari approfondimenti apparsi la scorsa settimana, è plausibile un parziale coinvolgimento delle regioni settentrionali. In che modo? Va detto che i Modelli tentennano tutt’oggi nell’identificare correttamente l’esatta traiettoria del proiettile russo. Al momento crediamo che possa sfiorare le Alpi, facilitando l’intrusione di una porzione del freddo sul nord Italia. Il successivo innesco depressionario, che dovrebbe avvenire ad ovest e contemplare l’ingresso – graduale – dalla Valle del Rodano potrebbe facilitare nuove copiose nevicate in Val Padana e a quote interessanti nelle zone interne del Centro.

Estrema incertezza:
quanto finora scritto rappresenta l’ipotesi più accreditata dai modelli. Tuttavia rileviamo delle discordanze – di cui s’è fatto cenno pocanzi – nell’esatta collocazione del nucleo gelido. Parte dell’incertezza deriva dal fatto che alcuni considerano più invadente l’azione atlantica, che spingendosi ad ovest attrarrebbe a sé il proiettile russo. Altri indicano una minore incisività, cosicché il vortice faticherebbe a progredire verso ovest e resterebbe in posizione più orientale e prossima all’Italia.

Focus: evoluzione sino al 03 marzo 2013
Martedì sarà una giornata interlocutoria, durante la quale assisteremo ad un graduale miglioramento anche nelle regioni del medio-basso versante adriatico e al sud. Nubi di un certo spessore inizieranno ad avvicinarsi minacciosamente alle Alpi, dando luogo a delle spruzzate di neve lungo i confini centro orientali. Mercoledì i primi cenni di cambiamento da ovest, con nubi e precipitazioni che inizieranno ad interessare la Liguria, l’Emilia Romagna, l’Alta Toscana e la fascia alpina-prealpina. Probabili nevicate a quote collinari. Il peggioramento dovrebbe estendersi gradualmente su tutto il nord e il limite della neve dovrebbe abbassarsi ulteriormente spingendosi sul piano.

Nelle giornate successive, nel weekend in particolare, dovrebbe realizzarsi un più corposo peggioramento. Il maltempo coinvolgerà tutte le regioni, con piogge, temporali e nevicate. Neve che sul nord Italia potrebbe cadere a quote pianeggianti, mentre al centro – gradualmente – spingersi verso le colline. Al sud, in una prima fase, potrebbe esserci un richiamo di correnti piuttosto miti dai quadranti meridionali. L’evoluzione verso est della saccatura andrebbe a determinare una diminuzione termica anche in queste regioni e saremo negli ultimi giorni di febbraio.

Evoluzione sino al 08 marzo 2013
Difficile dire come evolverà successivamente l’evoluzione. Se fino a qualche giorno fa si poteva ipotizzare un’incursione fredda artico-continentale, le ultime emissioni hanno dato luce ad una maggiore invadenza atlantica. Non solo, alcune proiezioni proponevano addirittura la prima rimonta anticiclonica – transitoria – di stampo primaverile.

In conclusione.
Quella alle porte potrebbe essere l’ultima vera occasione per una fase invernale democratica, in grado di coinvolgere graduale l’Italia intera. Poi potranno esserci altri episodi freddi, è innegabile, ma la stagione sarà in fase di conclusione e cresceranno le difficoltà per l’attecchimento della neve a bassa quota.

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