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“Stato di paura”, un Thriller ben fatto, ma forse un po’ troppo provocatorio

di Marco Rossi
26 Mag 2005 - 14:44
in Senza categoria
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Magistralmente scritto da un Autore che sa il fatto suo, dopo i grandi successi di “Jurassic Park” e di “ER – Medici in prima linea”, Crichton esamina a modo suo la questione dell’effetto serra, dei gruppi ambientalisti e del giro di miliardi di dollari che interessa società e gruppi legati alle problematiche ambientali.

Come detto, lo scrittore conosce bene il suo mestiere, regalando ai lettori un misto di suspance, avventura, terrorismo, amore, secondo uno stile tipico dei film avventurosi che vengono “sfornati” dalle Major Hollywoodiane.

Non per niente Crichton è stato anche regista e sceneggiatore di vari film.

Al di là della qualità del libro, dunque, che è elevata, la nostra critica va semmai al settore scientifico – divulgativo, che somiglia del tutto ad un pesante attacco contro la teoria dell’effetto serra, contro i gruppi ambientalisti, considerati o come fucina di pericoloso ecoterrorismo o come società multinazionali maneggiatrici di dollari ed influenti politicamente.

Insomma, un ritratto forse esagerato ed un pesante attacco all’ecologia, o forse, ad un certo modo di vedere l’ambiente, ascientifico e ricco di preconcetti.

C’è una parte di ragione, in quanto sostiene Crichton, secondo il quale un approccio sensazionalistico all’effetto serra, basato su di un eccesso di protagonismo di cui senza dubbio si stanno macchiando scienziati in cerca di fama e fortuna, rischia di provocare paura e sconcerto nell’opinione pubblica, oramai abituata a considerare qualsiasi fenomeno atmosferico come non naturale, ma dovuto “all’inquinamento, alla CO2, al “buco nell’ozono”, ecc.

Tuttavia ci sono anche molte esagerazioni, in questo attacco frontale all’effetto serra che risente indubbiamente di una politica governativa statunitense, propensa a negare ogni influenza sul clima da parte dell’Anidride carbonica atmosferica.

Le argomentazioni proposte sono ben note agli addetti ai lavori, cioè che le vecchie serie di rilevazioni termometriche sono falsate dall’aumento dell’urbanizzazione e dalla cementificazione, che il clima cambia, in caldo o in freddo, perché è sempre cambiato, che l’aumento della CO2 atmosferica è talmente piccolo da essere insignificante sull’andamento del clima, che le rilevazioni termiche satellitari mostrano solo un lievissimo aumento termico, ecc. ecc.

Crichton ha anche il merito di mostrarci, nel libro, tutta una serie di grafici che mostrano un’apparente contraddizione: diverse località isolate dai grandi centri urbani ed industrializzati presentano un andamento termico stabile sul lungo periodo, o, addirittura, in lieve calo.

Tuttavia è anche abbastanza facile controbattere alle sue argomentazioni.

Anzitutto, non ci sono solamente i dati termometrici, soggetti ad errore.

I ghiacciai Alpini sono in ritirata pressoché generalizzata, molte specie animali e vegetali si sono spostate verso l’alto, oppure a latitudini più elevate, insomma, ci sono tantissimi segnali naturali che mostrano un generale aumento della temperatura terrestre, e su questi dati Crichton sorvola.

L’Autore calca la mano sull’Antartide, dimostrandone un calo termico negli ultimi anni che è veritiero, tuttavia si “dimentica” di parlare dell’Artico, la cui banchisa è in netta ritirata ed assottigliamento.

Sostiene che solo il 10% circa dei ghiacciai mondiali è studiato e monitorato attentamente, ma ci sono le prove fotografiche satellitari che mostrano la loro generale ritirata in tutto il Mondo.

Insomma, negare un riscaldamento atmosferico sarebbe assurdo, anche se è pur vero che manca la prova determinante, la cosiddetta “pistola fumante” che dimostri che la causa sono le emissioni umane inquinanti, e non piuttosto, un ciclo naturale.

Il libro è comunque godibile, e merita attenzione sia da parte dello scienziato, che da parte del semplice lettore interessato ad un vivace romanzo d’avventura!

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