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Alta delle Azzorre o nord Atlantico? Il dilemma d’inizio settembre

di Ivan Gaddari
28 Ago 2013 - 14:20
in Senza categoria
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Instabilità in fase di stanca:
le condizioni del tempo iniziano a manifestare i primi cenni di miglioramento. L’evoluzione della struttura perturbata, che ricordiamo ubicata a ridosso del Nord Italia, sarà influenzata dalla graduale espansione di una propaggine dell’Alta delle Azzorre. Le correnti instabili penetreranno sulla Penisola Iberica, dopodiché scivoleranno a sud causando una recrudescenza temporalesca su alcune zone del Mezzogiorno e nelle due Isole Maggiori.

Estate settembrina:
più volte, ultimamente, s’è discusso sui ritorno di fiamma dell’estate nel mese di settembre. Un mese, il prossimo, che statistiche alla mano è noto per le prime sfuriate autunnali nelle regioni settentrionali e per le peculiarità gradevolmente estive al centro sud. Il ritorno dell’Alta delle Azzorre, in tal senso, è da considerarsi nella normalità delle cose. Non ci si dovrebbe stupire neppure qualora dovesse stazionare sul nostro Paese per alcune settimane, magari lasciando qualche piccolo spiraglio ai primi refoli perturbati sul Nord Italia.

Ma l’Atlantico che ne pensa?:
Visto che s’è accennato al passato, prima che i cambiamenti climatici diventassero palesi accadeva che a settembre il flusso zona guadagnasse terreno verso sud sfruttando il graduale rinvigorimento della Depressione d’Islanda. Una figura, il ciclone islandese, scomparso dalla scena meteorologica europea sostituita da frequenti scambi meridiani. Ed è nell’ambito di questi scambi che potrebbe inserirsi il nuovo fendente ciclonico dei primi di settembre.

Futuro in bilico:
in apertura s’è fatto cenno del ruolo attribuibile all’Alta delle Azzorre. Bene, in questa sede è giusto menzionare le varie ipotesi meteorologiche a seconda del posizionamento della struttura anticiclonica. Quel che possiamo confermare, ribadendo i concetti espressi in precedenti editoriali, è lo sbilanciamento del fulcro principale sull’Europa occidentale. In Italia, ad inizio settembre, avremo una propaggine la cui fragilità potrebbe palesarsi rapidamente. L’avere il perno strutturale posizionato tra l’Atlantico portoghese e il Regno Unito non depone certo a favore della stabilità duratura e difatti ecco che una vigorosa saccatura atlantica potrebbe spingersi verso sud.

Autunno prematuro, quotazioni che salgono:
qualora dovesse concretizzarsi la suddetta evoluzione, l’Italia – e non solo – piomberebbe in autunno. Si tratterebbe di un peggioramento coi fiocchi, duraturo e accompagnato da un corposo calo termico. Le correnti di Libeccio potrebbero esporre alcune delle nostre regioni alle prime abbondanti precipitazioni stagionali. La naturale evoluzione ciclonica verso est determinerebbe una diffusione del maltempo su tutte le regioni. E ancora una volta potrebbero verificarsi violentissimi temporali, anche a carattere di nubifragio.

Le ipotesi alternative:
due gli scenari contemplati: la permanenza dell’Anticiclone Atlantico e un conseguente lungo periodo di bel tempo dai connotati sì estivi ma senza eccessi di caldo. Oppure un affondo ciclonico più occidentale e la conseguente rimonta anticiclonica africana che andrebbe a ripristinare condizioni termiche non proprio gradevoli.

Focus: evoluzione sino al 10 settembre 2013
Mentre le regioni centro settentrionali godranno di un graduale miglioramento, quelle meridionali dovranno sopportare altri temporali. L’instabilità tenderà a manifestarsi facilmente su Sardegna, Sicilia e Calabria, per poi intrattenersi quasi esclusivamente sulla maggiore delle due isole. Il bel tempo prenderà possesso dell’intera Penisola ad inizio settembre, quando irromperà sulla scena l’Alta delle Azzorre.

La stabilità, tipicamente estiva, potrebbe accompagnarci solo per pochi giorni. Già attorno al 5-6 settembre si registrerebbe un calo pressorio consistente, a cominciare dalle regioni settentrionali e in successiva estensione al resto d’Italia. Subentrerebbe quel peggioramento di cui s’è discusso pocanzi e che potrebbe traghettarci prepotentemente in Autunno.

Evoluzione sino al 15 settembre 2013
Lo step successivo dipenderà imprescindibilmente dalle dinamiche bariche pregresse, ma a nostro avviso si potrebbe manifestare una graduale intensificazione dell’attività ciclonica atlantica.

In conclusione.
Appendice estiva o autunno prematuro? E’ questo il nodo da sciogliere. Per ora, a nostro avviso, è la seconda ipotesi quella prevalente.

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