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NOGAPS: Situazione ancora caratterizzata da flusso zonale atlantico, ma a metà della prossima settimana qualcosa cambia

di Costantino Meghini
08 Gen 2005 - 11:56
in Senza categoria
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Carta prevista il 14.01.2005 fonte www.wetterzentrale.de
La situazione che oramai si protrae da giorni caratterizzata dalla forte presenza di un flusso zonale atlantico che dall’oceano trasporta masse umide e miti verso la Russia attraversando l’Europa centrale, pilotate dalle due figure piuttosto attive dei vortici di Islanda e Polare, sembra essere arrivata ad una svolta.

Il cambiamento dovrebbe palesarsi verso la metà della prossima settimana, e potrebbe essere il precursore di una maggiore variazione che porterebbe l’inverno ad essere protagonista sul continente europeo, dopo una lunga latitanza.

Ricordiamo che solo nella seconda metà di novembre ci fu per il nostro continente un vero periodo freddo, quando l’Europa orientale registrò temperature da pieno gennaio e il resto del continente era sferzato da fenomeni nevosi piuttosto frequenti, così come nella seconda metà del mese di dicembre, che ha visto di nuovo il continente assaggiare seppur in maniera meno eclatante di novembre altre discese artiche.

L’Italia in tutto questo ha giocato un ruolo di primo piano come meta di arrivo delle colate artiche, con effetti però diversi da nord a sud, con le regioni settentrionali e a tratti quelle centrali colpite dal freddo e dalle nevicate, per il sud tanta pioggia e temperature solo per brevi momenti fredde.

Ora il sud del continente si è trovato sotto la protezione di una cupola anticiclonica ben sviluppata a tutti i livelli che ha regalato, specie alla penisola iberica un lungo periodo stabile e raramente disturbato nel suo comparto orientale dai margini di discese artiche, che hanno avuto l’unico pregio di non far impennare le temperature, lasciando assaggiare qualche brivido freddo temporaneo alle nostre regioni orientali.

Così la situazione sembra restare fino alla metà della prossima settimana, quando una rimonta anticiclonica in pieno oceano, creerà i presupposti per una maggiore ondulazione delle correnti, generando un affondo ciclonico ad ovest della penisola iberica; questo farà si che la figura anticiclonica presente sul bacino centro orientale del Mediterraneo, tenderà a rafforzarsi, per la spinta meridionale attivatasi sulla Spagna, verso nordest, posizionando i suoi massimi su Francia ed Europa centrale, grazie anche all’indebolimento del Vortice Polare, cosicché sul suo bordo orientale e meridionale, verrà attivata una corrente nordorientale fredda, che permetterà alla nostra penisola di accusare un graduale calo termico, con la presenza nelle regioni orientali anche di nubi e precipitazioni che comunque non saranno eclatanti, direi di debole o moderata entità.

Nogaps si ferma qui, ma il probabile indebolimento del Vortice Polare sarà sempre più favorevole alle ondulazioni del getto nell’alta atmosfera, con succesive colate artiche, le cui conseguenze comunque possono essere sicuramente favorevoli ad un ritorno invernale sul comparto europeo, mentre diversa sorte potrebbe interessare la nostra penisola che a causa del baluardo alpino, potrebbe ritrovarsi con discese troppo occidentali o orientali, con situazioni assai diverse e ben poco invernali.

Non resta che attendere che le nuove elaborazioni modellistiche traccino il futuro meteorologico per chiarirci una situazione che ancora appare ben poco delineata nel medio-lungo termine.

Vorrei far notare, ma aggiungo subito che è solo una mia constatazione, priva di ogni fondamento scientifico, che la stagione autunno-inverno fino ad ora vissuta cui ha presentato una situazione che si è andata ripetendo nei tre mesi ottobre-dicembre seppur con modalità differenti, con risultati assai simili, regalandoci la prima metà dei mesi sopra citati piuttosto tranquilla e mite, mentre la seconda metà degli stessi, tumultuosa, con decise precipitazioni e fredda seppur non in maniera eclatante.
Questo lascia ben sperare per la seconda metà del mese corrente, rilevando che la natura si ripete nella sua ciclicità.

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