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Mediterraneo nel mirino del possente fronte perturbato, colpa dell’anticiclone di blocco

di Mauro Meloni
24 Ott 2011 - 16:19
in Senza categoria
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Focus analisi satellitare attuale Sembach, con traccia dei sistemi frontali e relativi fenomeni associati, ma anche delle aree di Alta (H) e Bassa (L) Pressione. In grande evidenza l'assalto perturbato in avanzata da ovest. Rielaborazione grafica a cura della Redazione Meteo Giornale.
IMMINENTE SCOMBUSSOLAMENTO METEOROLOGICO Accade per la prima volta nel corso dell’autunno che una perturbazione di forte intensità giunge, trasportata da correnti occidentali (con afflusso prefrontale dai quadranti meridionali), verso il cuore del Mediterraneo. Finora ogni inserimento perturbato vedeva quasi sempre lo zampino dell’anticiclone oceanico che, pur nelle sue distensioni ad elastico, non aveva quasi mai praticamente abbandonato perlomeno il comparto iberico. Ora l’anticiclone si è invece ritirato molto al largo in Atlantico, addirittura poco ad ovest dell’Arcipelago delle Azzorre da cui prende la sua nota denominazione.

C’è però un altro anticiclone a far da apripista a quest’inserimento perturbato da manuale diretto verso le regioni occidentali italiane: si tratta dell’alta pressione continentale, che ormai da giorni occupa il comparto centro-orientale dell’Europa ed i cui massimi barici si sono così andati a posizionare, al momento, sulle zone baltico-scandinave. Questa figura anticiclonica imprime un blocco allo spostamento ad alte latitudini della perturbazione, che si estende dalle Isole Britanniche fino al Marocco. Ben diversa la situazione sul Mediterraneo, dove un’evidente lacuna barica è perfetta per attrarre la perturbazione che quindi penetrerà senza molte resistenze apportando un severo peggioramento meteo.

Lo scenario appare già parecchio turbolento, anche perché il sistema frontale è preceduto da un crescente richiamo di masse d’aria nord-africane che sospingeranno apporti instabili che rinvigoriranno tutte le potenzialità perturbate. Le prime supercelle temporalesche a carattere prefrontale, evidentemente forgiate anche dal maggiore calore del mare, si notano sul Tirreno ed a ridosso delle Baleari.

L’anticiclone scandinavo non è quasi mai congeniale alla stabilità sul Mediterraneo e ne avremo un’ampia riprova in tutto questo scorcio conclusivo di ottobre. Il muro anticiclonico resterà costantemente eretto fra l’Europa Orientale e la Scandinavia imprimendo una costante azione di blocco: altre perturbazioni potrebbero quindi seguire la rotta che verrà tracciata dal primo passaggio frontale, con genesi di pericolosi vortici di maltempo in pieno Mediterraneo. L’autunno intende proprio decollare in modo autentico, con tutti i rischi che ciò comporta in termini di situazioni perturbate potenzialmente eccessive che potrebbero verificarsi a sfondo locale.

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