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Vasto fronte Atlantico prova a minare la tenuta anticiclonica, ma con scarsi risultati

di Ivan Gaddari
07 Set 2011 - 08:25
in Senza categoria
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L'Italia è stata raggiunta da una propaggine dell'Anticiclone delle Azzorre, che tuttavia non riesce a limitare totalmente gli effetti derivanti dal transito di un imponente fronte atlantico al di là delle Alpi. Fonte immagine EumetSat 2011, rielaborazione grafica a cura della Redazione del Meteo Giornale.
Il cambio circolatorio, che ha condotto sulle nostre regioni freschi venti Settentrionali, è stato accompagnato da alcune manifestazioni temporalesche violente. Sull’Italia Meridionale, sino a lunedì, era presente una massa d’origine Sahariana, i cui effetti si traducevano in termini di elevate temperature. L’inevitabile scontro con le correnti da nord ha fatto sì che si creassero quei moti convettivi – in senso verticale – capaci di produrre imponenti cumuli temporaleschi.

Dal Molise sino al nord della Calabria è stato un fiorire di focolai temporaleschi. Alcuni sono riusciti addirittura a fondersi, formando piccole supercelle. Le più violente hanno colpito la Puglia, l’Appennino lucano e localmente quello Campano. Su Taranto, ad esempio, si è rischiato il disastro. La pioggia, caduta con intensità monsonica, ha causato l’allagamento di varie arterie cittadine, in particolare i sottopassi.

Il tutto mentre al Nord, dopo che al mattino qualche altro acquazzone coinvolgeva basso Veneto ed Emilia Romagna, si manifestava un cospicuo miglioramento. L’apertura delle schiarite è stato favorito dall’espansione, verso est, di una propaggine dell’Anticiclone delle Azzorre. Anticiclone che, stamane, troviamo ubicato in maniera convincente su gran parte del Mediterraneo.

E’ interessante spingersi al di là dei confini alpini, perché è evidente come il nastro perturbato stia provando ad insinuarsi all’interno della struttura stabilizzante. Il solo effetto evidente è quello di un parziale incremento della nuvolosità nelle regioni Settentrionali e successivamente – in forma irregolare – su quelle del Centro Italia. Si tratta di nubi medio alte, che non riusciranno a recare alcun genere di fenomeno.

Il fronte nuvoloso è mosso da un’ampia struttura di Bassa Pressione, il cui perno si è diretto a ridosso della Penisola Scandinava. Il gradiente barico venutosi a creare con le zone Mediterranee – ove per gradiente barico è intesa la differenza di pressione – sta causando forti venti occidentali su gran parte dell’Europa centro settentrionale. Anche in Italia, però, la ventilazione risulta sempre sostenuta. Continuano a soffiare venti da Nord o da Nordovest ed anche in questo caso la causa è imputabile al gradiente barico e alla particolare disposizione dell’Alta Pressione.

Venti che, lo si è detto, hanno innescato un generale calo termico. L’azione rinfrescante è risultata evidente, con le massime che ieri hanno varcato la soglia dei 30 gradi davvero su poche città. Oggi si replica ed anzi, le temperature minime potrebbero far registrare ulteriori locali flessioni.

Concludiamo indicando la possibilità che sui crinali alpini e nel massiccio della Sila possano verificarsi occasionali piovaschi per annuvolamenti temporaneamente più consistenti.

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