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Gravi danni, e perdite umane consistenti, per il passaggio di Meari sul Giappone

di Giovanni Staiano
02 Ott 2004 - 11:09
in Senza categoria
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Nell'immagine (fonte www.meteo.uni-koeln.de) gli accumuli pluviometrici in Giappone tra le 18 e le 24 GMT del 29 settembre. Le precipitazioni più intense, ormai lasciate le meridionali Kyushu e Shikoku, sono sull'isola di Honshu, la principale dell'arcipelago.
Il bilancio umano della tempesta tropicale Meari, precedentemente classificata come tifone, è di quattordici vittime in Giappone. Altre 12 persone sono considerate al momento disperse, trascinate via dall’acqua o dalle frane. Circa diecimila persone sono dovute fuggire dalle loro case per rifugiarsi in posti sicuri. Oltre ai 14 morti e 12 dispersi si devono lamentare una settantina di feriti.

Il 21° tifone della stagione ha colpito Kyushu , Shikoku e la parte meridionale e occidentale di Honshu mercoledì 29 settembre, lasciando un sentiero di morte e costringendo migliaia di persone a evacuare le proprie abitazioni. Nel tardo pomeriggio di mercoledì (ora EDT, 13 ore di differenza rispetto alla JST, il Japan Standard Time, ovvero le 20 EDT corrispondono alle 7 JST) il centro della tempesta era al largo di Honshu, nel Mar del Giappone, 160 miglia a nord-nordovest di Tokio. La tempesta si spostava verso nordest a 41 miglia orarie, con venti sostenuti intorno a 40 miglia orarie, avviandosi a interessare il nord di Honshu per poi continuare il suo percorso in mare, assumendo sempre più le caratteristiche di tempesta extra-tropicale.

Molti corpi sono stati trovati, sepolti dal fango e dai detriti, nelle loro case colpite dalle frane. La tempesta, pur indebolita tanto da passare appunto dallo stato di tifone a quello di “tropical storm”, ha infatti provocato smottamenti di terreno devastanti. La frana più pesante in termini di perdite umane è stata a Miyagawa, poco a nord di Owase, la mattina di mercoledì, ora locale. I soldati e i pompieri impegnati nei soccorsi hanno recuperato il cadavere di un uomo di 68 anni, ma almeno 6 persone mancano all’appello e almeno nove abitazioni risultano distrutte.

Altre quattro persone sono state trovate morte a Miyama, nella prefettura di Mie, a 680 chilometri a sudovest della capitale.

La tempesta ha ostacolato il traffico aereo (problemi per il forte vento anche all’aeroporto di Tokyo) e la circolazione di treni e traghetti.

Le piogge sono state veramente torrenziali nei settori occidentale e meridionale del paese. Owase, la città più colpita, nella prefettura di Mie, sul lato orientale della penisola di Kii (nel sud di Honshu) ha ricevuto 133 mm in un’ora mercoledì mattina. Questa è stata la terza pioggia più violenta mai registrata sulla città. Tra martedì a giovedì mattina, in 48 ore, su Owase sono caduti 864 mm di pioggia (di cui 490 nelle 12 ore tra le 12 e le 24 GMT di martedì, cioè tra le 21 di martedì e le 9 di mercoledì JST), e gli 800 mm sono stati raggiunti un po’ in tutta la parte meridionale della penisola di Kii. Per il resto nella giornata di mercoledì si sono registrati accumuli notevoli, ma molto variabili (gioca un ruolo decisivo l’orografia), quasi ovunque compresi tra 25 e 200 mm.

Mercoledì il vento ha toccato, nelle raffiche, le 70 mph a Nagasaki e Nyutabaru e raggiunto le 83 mph a Miyazaki, tutte località sull’isola di Kyushu. La raffiche più violente in assoluto sono state registrate a Makurazaki, nella prefettura di Kagoshima, dove gli strumenti hanno segnalato valori di 185 km/h alle 6.10 locali di mercoledì.

Giovedì Meari ha poi attraversato il nord del Giappone, con forti raffiche di vento e piogge battenti, ma con effetti meno devastanti.

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