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Forte peggioramento serale al Nord, rischio neve e gelicidio. Mite e uggioso sul resto d’Italia

di Ivan Gaddari
22 Dic 2009 - 09:17
in Senza categoria
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Nell'immagine allegata una panoramica di Brescia qualche istante fa. Gran parte della Val Padana si è risvegliata sotto una spessa coltre di neve. Fonte immagine www.starrylink.it
Sapevamo che spesso l’Italia, essendo un Paese disposto in latitudine, può registrare condizioni meteorologiche diametralmente opposte. Sapevamo anche che il Nord, in occasione di forti ondate di gelo, accumula tanto di quel freddo che ai primi sbuffi di aria mite vede ingenti nevicate. Ma non si poteva certo immaginare che, a fronte di un rialzo termico in altre aree di più di 15 gradi rispetto a domenica, la Val Padana avrebbe conservato strenuamente quel cuscino d’aria gelida, con temperature che sono rimaste ampiamente sotto lo zero e che hanno fatto sì che dal cielo venisse giù tantissima neve farinosa.

Già, neve farinosa. Quella che fa presa immediatamente, quella che si deposita al suolo e che crea difficoltà anche ai mezzi che spalano la neve. Quella che cade quando la colonnina di mercurio è sotto lo zero, quella che assume forma di cristallo di ghiaccio. Non quella pesante che cade a falde larghe, che quando si deposita al suolo o sulla vegetazione crea non poche difficoltà e magari persino dei danni.

E così, stamane, città come Milano, Bergamo, Brescia, Torino, Cuneo, Savona e l’entroterra ligure di centro-ponente, molte città del Triveneto di montagna come di pianura, si sono svegliate ammantate di bianco. Ma non solo per la neve. A Genova, in varie zone dell’Emilia, tra cui Bologna, in alcune città venete tra cui Verona, il pericolo questa mattina prende il nome di gelicidio. In quota infatti i venti meridionali stanno facendo il loro dovere, scaldando la colonna d’aria e facendo cadere pioggia che ghiaccia a contatto col terreno gelato. E’ un fenomeno non rarissimo in Val Padana, storico invece a Genova, dove se ne ricorda uno simile, ma probabilmente meno intenso, nel lontano 1° marzo 1986.

E le temperature faticano ancor oggi a salire sopra lo zero, rimanendo un paio di gradi sotto quelle previste. Che significa? Che con il nuovo peggioramento, atteso durante la giornata, potrebbe cadere altra neve. Stavolta l’evento potrebbe essere più circoscritto e interessare principalmente i settori più occidentali della Val Padana. Sussiste il rischio neve in Lombardia e in Piemonte, mentre potrebbe estendersi ad altre aree finora risparmiate il fenomeno del gelicidio.

Insomma, il Nord è capace di riservare sorprese, e non sempre positive, a tutti i suoi milioni di abitanti, mentre il resto della Penisola s’è dovuto inchinare al cospetto dei venti miti provenienti da Sud o da Sudest. Oggi quel vento porterà un ulteriore aumento della temperatura e con esso verrà a visitarci una nuova perturbazione.

In questo momento un po’ tutta la Penisola è avvolta da una coltre più o meno consistente di nubi e vengono segnalate precipitazioni su svariate regioni. Piove ad esempio sul Lazio, sull’Umbria, in Toscana, sulla Campania, in Sardegna, nelle regioni dell’alto versante Adriatico. Vengono invece segnalate delle nevicate sulle zone pianeggianti della Lombardia. Ben presto vi sarà però una tregua, ma che avrà durata breve. Dal pomeriggio un altro impulso perturbato si muoverà rapido verso l’Italia e dovrebbe coinvolgere principalmente le Centrali tirreniche e le regioni Settentrionali. Attenzione, perché i fenomeni potrebbero risultare abbondanti.

La neve cadrà copiosa sulle Alpi e le Prealpi, ma come detto la riserva d’aria gelida potrebbe originare delle sorprese in città come per esempio Milano e Torino. Ciò significa che altra neve potrebbe aggiungersi a quella già presente al suolo e stiamo parlano di un manto che spesso supera i 20 o 30 cm. E che pare non avere nessuna intenzione di volersi sciogliere. Pioverà molto anche sulla Toscana, mentre nel resto d’Italia vi saranno sì nubi sparse, spesso dense, ma non avremo precipitazioni aggiuntive.

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