Sull’Europa Settentrionale prosegue il dominio di una cellula anticiclonica posizionata tra l’Islanda e la Penisola Scandinava, che riesce ad impedire l’ingresso delle perturbazioni atlantiche alle alte latitudini. I cieli risultano del tutto sgombri da nubi solo sul Mare del Nord e sulla Scozia, ove vi sono avute ancora delle gelate notturne per l’assenza totale di nuvolosità.
L’anticiclone nordico è stretto alla morsa da due aree depressionarie, la prima delle quali si trova centrata sulla Russia Europea e contribuisce al richiamo di masse d’aria d’estrazione artica verso le terre scandinave, favorendo una certa attività nuvolosità convettiva. Poco ad ovest dell’Islanda si trova invece la circolazione ciclonica atlantica, allungata a forma di saccatura in direzione del Golfo di Biscaglia.
La parte sud/occidentale europea è dunque investita da nuovi apporti d’aria fresca ed instabile oceanica, che vanno a rinvigorire la falla ciclonica presente da diversi giorni. L’unico varco per il flusso atlantico risulta proprio la strada delle coste franco-iberiche e l’ulteriore forcing depressionario riuscirà nei prossimi giorni a propagarsi verso l’Italia, poiché nel frattempo l’anticiclone delle Azzorre cercherà di portarsi in direzione della Penisola Iberica.
Queste sono dunque le mosse principali dalle quali scaturirà l’importante peggioramento della parte iniziale del week-end, comunque di breve durata e destinato poi a lasciare strada ad una nuova rimonta anticiclonica. Cos’è accaduto quest’oggi sull’Italia? Nulla di diverso rispetto agli ultimi giorni, con un contesto climatico ancora dalle sembianze quasi estive, visto che diverse località hanno raggiunto i 28-29 gradi, prevalentemente sulle aree interne e lontane dal mare. In Sardegna non si sono toccati i picchi di 30 gradi raggiunti ieri, ma le temperature sono rimaste di appena 1-2 gradi più in basso, pur con afflusso di correnti sciroccali: va segnalata l’ampia escursione termica avuta in alcune zone come ad Olbia (ieri 30 gradi), che ha avuto una minima mattutina odierna d’appena 7 gradi.
Le zone settentrionali dell’Italia sono state ancora una volta interessante da un treno di nubi generalmente di tipo alto stratiforme, le quali hanno parzialmente lambito, a tratti, anche qualche zona delle regioni centrali e la Sardegna. Si tratta di disturbi collegati al lungo serpentone nuvoloso che interessa anche le zone a nord delle Alpi, fino ai Balcani ed al Mar Nero. La fascia nuvolosa segnata l’esatta linea di confluenza l’aria più calda e mite in risalita dalle latitudini subtropicali e quella più fresca convogliata dalla bassa pressione sulla Russia occidentale.
Gli unici fenomeni di rilievo hanno interessato le zone alpine, ma addensamenti consistenti hanno solcato anche alcune aree pianeggianti del Triveneto, con piovaschi sul Veneto, sul Mantovano e sull’area del Polesine. Si è trattato di fenomeni fugaci con accumuli del tutto irrilevanti, che non in tutti casi hanno impedito in maniera significativa il riscaldamento diurno. L’unica novità è stata rappresentata dal fatto che qualche spunto temporalesco nel primo pomeriggio è riuscito a svilupparsi anche sull’Appennino, in particolare sui settori abruzzesi. Logicamente questi episodi instabili vanno presi come un segnale dell’imminente indebolimento anticiclonico, che porterà al repentino cambiamento meteo dei prossimi giorni.