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Alta pressione in rinforzo, ma resta l’instabilità sulle catene montuose

di Mauro Meloni
18 Mag 2009 - 18:09
in Senza categoria
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Sull'Italia si va gradualmente affermando una nuova robusta fase anticiclonica, che ci proteggerà dalle umide correnti atlantiche. Per il momento l'azione del riscaldamento diurno, unito a lievi infiltrazioni fresche in quota, comporta una certa instabilità termoconvettiva, come dimostrano i temporali ben evidenti nell'immagine su diverse aree appenniniche. Copyright 2009 Eumetsat.
Durante il week-end appena trascorso abbiamo assistito all’evoluzione di un vortice ciclonico, in isolamento sul Mediterraneo, rilasciato dalla strozzatura di un’onda depressionaria d’origine atlantica. La piccola area di bassa pressione, dopo esser scivolata sulle coste algero-tunisine, si è stancamente trascinata verso levante in direzione del Basso Ionio, con la spirale nuvolosa capace di coinvolgere le regioni meridionali.

Ormai tale nocciolo ciclonico si è spostato tra la Penisola Ellenica e l’Isola di Creta, ove pertanto riesce ad apportare ancora instabilità, non più in grado di colpire l’Italia. Le aree temporalesche più consistenti si sviluppano tuttavia sulle zone balcaniche, a causa del forte accumulo di calore rilasciato sui settori continentali. Nel frattempo, la circolazione umida atlantica non si certo attenuata e continua a coinvolgere vivacemente diverse zone dell’Europa Centro-Settentrionale, in particolare le Isole Britanniche e la Penisola Scandinava, le quali sono alle prese anche con un clima piuttosto fresco, ma non così anomalo per la stagione.

Sul nostro Paese si è nel frattempo inserito un promontorio anticiclonico, che protegge un po’ tutte le regioni dalle influenze delle due aree d’instabilità appena citate. Nel complesso tale cuneo anticiclonico non può essere ancora solido e concede spazio a lievi infiltrazioni d’aria fresca in quota: ecco spiegata l’instabilità che si manifesta nelle ore più calde della giornata, in generale sulle zone a ridosso dei rilievi e quindi su aree non certo densamente popolate.

L’immagine dal Satellite, riferita alle ultime ore, è piuttosto eloquente e mostra le formazioni temporalesche, più evidenti e produttive in termini di precipitazioni su alcune zone comparto appenninico centro-meridionale. Le deboli correnti occidentali in quota hanno spinto la nube temporalesca anche in direzione della costa marchigiana, ma con fenomeni di scarso rilievo. Le nubi sull’Arco Alpino, presenti già fin dal mattino odierno, appaiono più diffuse e frastagliate con qualche episodio temporalesco a carattere isolato. Una cella temporalesca sta peraltro colpendo anche il cuneese.

Un contributo importante a questi episodi temporaleschi viene dato naturalmente dal notevole riscaldamento diurno apportato dalla radiazione solare. Le temperature, in talune località interne di pianura del Centro-Nord hanno toccato i 30-31 gradi, mentre il clima è risultato molto più fresco in vicinanza del mare, come mostrano gli appena 22 gradi di Genova. Si tratta dei primi segnali di un’ondata di calore di stampo estivo destinata a protrarsi almeno per tutta la settimana.

La fase di stabilità atmosferica ci condurrà dunque ad un finale del mese molto caldo, con caratteristiche addirittura da pieno luglio. Le temperature sopra la media non rappresenteranno comunque una novità: se consideriamo solo il trend dell’ultima settimana, in Italia abbiamo avuto una temperatura media di circa 4 gradi superiore alle medie del periodo. L’ondata di caldo attesa a breve anticipa di circa due settimane il primo notevole evento di calore, il quale di solito cade in coincidenza della prima decade di Giugno.

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