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Confronto modelli: nessuna tregua all’instabilità fino a mercoledì

di Mauro Meloni
18 Apr 2009 - 14:24
in Senza categoria
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Le due immagini sono rappresentative di due possibili evoluzioni per il week-end del 25-26 Aprile. Nel dettaglio la prima mappa è un'elaborazione delle GFS e la seconda è relativa ad un elaborazione ECMWF: entrambi i modelli vedono pertanto il Mediterraneo Centro-Occidentale ancora nel mirino di nuovi affondi depressionari di natura atlantica. Fonte: https://www.meteogiornale.it/mappe

Prendendo in esame le ultime proiezioni dei principali modelli GFS ed ECMWF, il tempo non sembra minimamente intenzionato a voler voltare pagina sul nostro Paese e, dopo una breve fiammata anticiclonica verso metà della settimana, una nuova ricaduta ciclonica potrebbe aversi proprio in corrispondenza del successivo week-end del 25-26 Aprile, derivante dall’intrusione di una nuova saccatura atlantica.

Andiamo con ordine, evidenziando nei dettagli quali sono le imminenti mosse bariche che condizioneranno il week-end in corso: l’instabilità, che ha già colpito a più riprese il Nord, si andrà ad espandere verso il Centro-Sud, per l’inserimento di un cavetto ciclonico verso la Sardegna, facente parte del sistema depressionario presente sull’Europa Centro-Occidentale. In tal modo si acuiranno i contrasti fra l’aria fredda in quota e le masse d’aria umide e temperate richiamate nei bassi strati dalle coste nord-africane verso le regioni meridionali.

L’Alta Pressione sul Nord Europa e quella sul Vicino Atlantico, al largo dell’Iberia, contribuiranno all’ulteriore isolamento del vortice depressionario sul Mediterraneo Centro-Occidentale. Quest’abbassamento di latitudine dell’area ciclonica, già parzialmente in atto, sarà decisivo nell’ulteriore erosione barica di quel cuneo anticiclonico di matrice sub-tropicale, il quale era riuscito nell’intento di portare condizioni meteo nel complesso buone e miti negli ultimi giorni su parte del Centro-Sud.

Il lento spostamento della lacuna ciclonica verso levante favorirà una ciclogenesi dapprima sul Tirreno Centrale e ad inizio settimana sulle regioni meridionali. Rispetto alle informazioni modellistiche della giornata di ieri, gli aggiornamenti odierni evidenziano una traslazione molto più lenta dell’area ciclonica verso levante ed ecco che per la giornata di mercoledì l’influenza instabile della bassa pressione potrebbe risultare ancora presente su gran parte del Centro-Sud.

L’espansione anticiclonica verso levante non sembra avere vita facile e riuscirà ad interessare la nostra Penisola solo in misura periferica. Il bordo orientale della struttura stabilizzante (quella passante sulle nostre regioni) non sembra infatti in grado di tamponare le infiltrazioni fresche dall’Europa Nord-Orientale dirette fra giovedì e venerdì verso la Penisola Balcanica e le nazioni della Ex Jugoslavia. Un qualche effetto si potrebbe avvertire anche sull’Italia, in termini di nubi e qualche rovescio sulle zone appenniniche e sui settori del medio-basso versante adriatico.

In merito alla tendenza successiva, ci possiamo avvalere delle proiezioni al momento espresse dai due principali modelli di previsione a lungo termine, le ECMWF e le GFS. Il modello di Reading intravede per il week-end un deciso affondo ciclonico nord-atlantico, che non avrà molte difficoltà a rompere il promontorio anticiclonico sull’Europa Mediterranea. Per il week-end del 25-26 Aprile si andrebbe così a generare un minimo depressionario sul livello del mare nei pressi del Mar Ligure. Non è poi così diversa, considerando la distanza previsionale, la tendenza espressa dalle GFS06: il modello americano indica infatti, esattamente fra 7 giorni, un affondo ciclonico nord-atlantico tra Penisola Iberica e Mediterraneo Occidentale, con l’Italia che verrebbe investita da un flusso di correnti tiepide meridionali associate a maltempo sul Nord-Ovest, sui settori tirrenici e sulla Sardegna.

Quest’evoluzione andrà ampiamente confermata nei prossimi giorni, in considerazione del fatto che si tratta di previsioni con scadenza ad oltre 6-7 giorni. Rammentiamo che per le previsioni sul medio-lungo termine il metodo comunemente utilizzato è quello probabilistico e, pertanto, è possibile formulare solo una tendenza di massima.

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