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Per ECMWF rubinetti dell’aria fredda aperti ancora fino alla metà della prossima settimana

di Mauro Meloni
20 Feb 2009 - 12:40
in Senza categoria
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La mappa si riferisce all'analisi barica all'altezza di 500 hPa per le ore 00Z di Mercoledì 25 Febbraio. Sfida a tutto campo fra il mite anticiclone oceanico sull'Europa Occidentale e la saccatura fredda balcanica, ancora protesa fin sulle regioni italiane. Fonte:
Le novità che emergono dal modello britannico riguardano il lungo periodo, con la possibilità che l’Anticiclone di matrice oceanica possa riuscire a distendersi verso il Mediterraneo Centrale, tamponando così il corridoio d’aria fredda che si estende dalla Penisola Scandinava fino al nostro Paese, con particolare riferimento alle zone adriatiche ed a quelle meridionali.

Nella giornata odierna stiamo appena uscendo da una brusca invasione d’aria fredda ed instabile, capace di causare cadute di neve fin sulle coste su diverse zone adriatiche dalle Marche fin giù verso la Puglia. Il miglioramento in atto non deve però essere ingannevole: resta infatti attivo un flusso di correnti fredde dai Balcani, lungo il quale torneranno presto ad inserirsi vortici di aria fredda ed instabile.

In questo contesto, le zone più penalizzate dai transiti degli impulsi freddi ed instabili restano quelle adriatiche e buona parte del Sud Italia. Viceversa, il Nord continua a godere di un tipo di tempo soleggiato e asciutto, con il freddo meno acuto e più che altro maggiormente percepibile nelle ore notturne, quando l’aria secca ed i cieli tersi permettono una forte dispersione del calore verso lo spazio.

Come già anticipato, questo tipo di tempo resterà in auge fino ancora a parte della prossima settimana. Fra Domenica e Martedì avremo nuovamente una maggiore vivacità ciclonica sui mari italiani per il passaggio di vortici d’aria fredda appena ad est dell’Italia: un primo nocciolo freddo si porterà nella giornata di Lunedì verso la Grecia, dopo aver parzialmente influenzato le nostre regioni del medio-basso versante adriatico.

Un’altra incursione fredda, proveniente dal comparto baltico-scandinavo, si trascinerà Martedì in vicinanza delle Alpi Orientali e poi giù verso i Balcani. Questo secondo apporto d’aria d’origine artica enfatizzerà il minimo ciclonico al suolo tra Mar Ionio ed Egeo, accrescendo il respiro freddo di matrice balcanica diretto verso l’Italia. Per Mercoledì gran parte delle zone adriatiche vedranno una -4°C ad 850 hPa, mentre sul resto d’Italia vi saranno isoterme solo di poco superiori.

Da Giovedì inizierà quel cambiamento di cui si è detto all’inizio, ovvero l’Anticiclone delle Azzorre tenderà ad espandersi con decisione verso il Mediterraneo Centro-Occidentale, facendo traslare la saccatura fredda verso levante. Nel fine settimana l’Anticiclone assumerà un’incisività ancora maggiore, tanto da proteggere l’Italia dai nuovi tentativi di intrusioni fredde dalla Penisola Scandinava.

Questo cambiamento di circolazione così netto appare verosimile, in considerazione del fatto che buona parte degli indici teleconnettivi vanno nella direzione di una nuova intensificazione dell’attività del Vortice Polare. Questo tenderebbe a snaturare gli scambi meridiani di questo periodo, con un flusso maggiormente zonale che favorirebbe dapprima l’intrusione di un campo anticiclonico, ma successivamente potrebbero proporsi le prime infiltrazioni d’aria umida atlantica, come delineato dal lungo termine proposto dalle ECMWF.

La prudenza è d’obbligo in previsioni così a lungo termine. Già circa 7 giorni fa alcuni modelli avevano proposto una probabile rimonta anticiclonica per questi giorni, successivamente smentita con la prosecuzione di queste discese fredde ed instabili. In quest’occasione invece le proiezioni modellistiche sembrano più coerenti verso un periodo più mite ed anticiclonico per la conclusione del mese, dalle caratteristiche sicuramente meno invernali.

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