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Analisi Ensemble. Tempo zonale sull’Europa Occidentale

di Marco Favero
08 Feb 2006 - 20:38
in Senza categoria
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analisi-ensemble.-tempo-zonale-sull’europa-occidentale
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Lunedì 20 febbraio 2006 visto mercoledì 8 febbraio 2006 dall'Ensemble del Meteogiornale (elaborazione dei dati GFS dell'NCEP), analisi barica in quota (colori) e al suolo (isobare). Tempo marcatamente zonale sull'Europa centro-occidentale. Notare anche la presenza dell'Anticiclone delle Azzorre e di quello Russo, che contrastano l'azione perturbata del vortice atlantico sull'Italia.
L’inverno che stiamo vivendo è sicuramente connotato da una costante saccatura di origine continentale che si estende dalla Scandinavia centro-orientale verso la Russia europea e infine l’Egeo ed il Mar Nero.
Una consuetudine già degli inverni recenti, ma quest’anno caratterizzata da una maggiore componente nord-orientale. La stessa che ha anche parzialmente interessato l’Italia adriatica e soprattutto ionica.
Per le Alpi italiane (settore occidentale), benché il föhn sia stato finora meno persistente, non si sono avuti sostanziali cambi di rotta rispetto all’inverno scorso. Continua cioè una fase in cui periodi nelle medie termiche si alternano ad altri prevalentemente miti, accentuata nell’ultima settimana con il disgelo della neve fresca fin sopra i 2000m. L’anticiclone termico russo-siberiano, per quanto abbia mostrato fasi rigenerative rispetto agli anni passati, continua a non arrivare sulle regioni alpine.

Periodo 11-15 febbraio 2006
Se sull’Atlantico notiamo un poderoso rinforzo del Vortice d’Islanda, in Italia continua a prevalere un Asse di Woejkoff tra l’anticiclone delle Azzorre e quello russo-siberiano. I venti restano deboli orientali fino al 13, e poi si fanno sud-occidentali. La pressione a fine periodo diminuisce per il rinforzo del flusso zonale.
Sulla zona orientale dell’Anticiclone, nella zona di precaria unione con l’anticiclone siberiano, insiste una saccatura fredda diretta verso l’Egeo, la Turchia e il Mar Nero.
Scarsa la possibilità di precipitazioni in Italia, specie al Nord Italia che è in zona di pressione più elevata. Da non escludere instabilità al Sud Italia.
Temperature in progressivo graduale aumento a partire dalle regioni occidentali.

Periodo 16-22 febbraio 2006
Il ciclone atlantico riesce a spezzare l’asse anticiclonico sull’Italia.
Correnti zonali appaiono più intense soprattutto tra il 19 ed il 22.
I venti sono da W o da SW, prevalentemente, ma depressioni “minori” potrebbero formarsi sul Mediterraneo centrale, ristabilendo venti con componenti da N sul Tirreno e sulle Alpi.
Ancora nuovi episodi di föhn al Nord Italia, con precipitazioni intense e abbondanti solo sui versanti esteri delle Alpi.
Sull’Europa orientale si rafforza l’anticiclone russo. Questa possibilità di blocco potrebbe fornire occasioni di precipitazioni più diffuse anche al Nord Italia, per ora non prevedibili.
Temperature prevalentemente miti, sopra le medie stagionali.
Continua la fase fredda sull’Est europeo, con possibile parziale influenza sull’Adriatico a fine periodo.

Riepilogo
Nelle prossime settimane dovremmo assistere ad una possibile ripresa di centri perturbati provenienti dall’Atlantico, con correnti piuttosto temperate provenienti da W o NW. Sull’Italia potrebbero in tendenza presentarsi da SW per il blocco anticiclonico sull’Europa Orientale, offrendo quindi un tempo mutevole.
Resta però attiva la presenza dell’Anticiclone delle Azzorre, che ancora tornerà sull’Italia limitando le influenze perturbate.

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