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Multimodel: Drastico crollo termico da Natale, specie al Nord: incertezze sulla traiettoria della colata fredda

di Mauro Meloni
22 Dic 2008 - 11:40
in Senza categoria
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Questa è una previsione del modello ECMWF alla quota isobarica di 850 hPa, valida per la notte fra il 27 ed il 28 Dicembre. Si osservi l'ingresso diretto dell'aria gelida sul Nord Italia (isoterme di -8/-10°C) ma, rispetto alle elaborazioni GFS, l'aria fredda riuscirebbe a prendere anche le regioni centrali e sconfinare marginalmente fino a quelle meridionali. Fonte:
Quasi tutti i modelli matematici questa mattina continuano a presentare dei tratti distintivi non di poco conto fra di loro, per quanto concerne l’avvezione fredda in penetrazione da est a partire dalla giornata di Natale. Nelle dinamiche fredde orientali succede di frequente che le carte modellistiche trovino enorme difficoltà a sbrogliare una prognosi previsionale, anche a pochi giorni dall’evento.

Sul nostro Paese la previsione è resa ancor più complessa dall’interazione fra l’aria fredda proveniente dai Balcani e quella più mite mediterranea, quest’ultima chiamata in azione da una ciclogenesi, il cui posizionamento è alquanto incerto ed allo stesso tempo determinante sulle sorti del futuro meteo natalizio e dei giorni immediatamente successivi.

Da alcuni giorni, le ECMWF continuano ad intravedere una traiettoria della colata fredda leggermente più meridionale rispetto alle proiezioni GFS. Il modello di Reading, assieme alle UKMO ed alle DWD, appare tuttora poco propenso ad una traiettoria del nocciolo più freddo a nord delle Alpi, come invece farebbero intuire le GFS: l’Anticiclone continentale presente più a nord sarebbe in grado di reggere con maggiore solidità, al fine di convogliare l’aria più fredda a sud delle Alpi.

Questo significa che le regioni settentrionali italiane sarebbero comunque più direttamente colpite dall’ondata di gelo, la quale tuttavia avrebbe modo di coinvolgere in maniera marcata anche le regioni centrali e localmente parte di quelle meridionali. Ma ecco le fasi salienti dell’evento: il blitz freddo si inizierà a far sentire da Natale, sotto l’azione espansiva dell’Anticiclone euro-atlantico verso la Penisola Scandinava e la Russia, ove aggancerà il redivivo anticlone termico presente in loco.

Tale schema barico non potrà che incentivare il moto retrogrado (da est verso ovest) del corposo nucleo freddo presente sull’area carpatico-danubiana fin sul Mediterraneo Centrale, alimentato da ulteriori correnti fredde sospinte dal ponte anticiclonico. Tali masse d’aria si presenteranno decisamente fredde anche alle altezze superiori dell’atmosfera e saranno costituite in parte dalla repentina discesa d’aria artica attualmente in atto verso la Penisola Scandinava (direzione Balcani) e da un successivo richiamo gelido proveniente dalla Russia nord-occidentale.

Fra il 26 ed il 27 Dicembre le mappe inglesi ECMWF delineano la nascita dei minimi ciclonici a livello del suolo sul Mediterraneo tra le Isole e le coste nord-africane, in maniera tale da permettere all’aria gelida di penetrare in maniera più decisa su buona parte delle zone centro-settentrionali peninsulari e marginalmente anche verso parte del Sud. Le differenze con GFS sono notevoli: il modello americano vede infatti transitare il nucleo più freddo lungo le Alpi, per poi piombare molto velocemente verso la Francia e la Penisola Iberica. Quest’evoluzione porterebbe freddo soprattutto al Nord e più marginalmente lungo i versanti adriatici, mentre tra il Sud e le Isole si farebbe sentire con maggiore incisività lo Scirocco.

Non sono così irrilevanti nemmeno le differenze rispetto alle UKMO ed alle DWD: le prime evidenziano una genesi depressionaria addirittura sullo Ionio, mentre le seconde intravedono addirittura una vera profonda circolazione ciclonica mediterranea, con centro motore tra la Sardegna e la Sicilia: l’aria gelida dall’Est Europeo sarebbe inizialmente attratta con decisione anche verso le regioni centrali.

Il confronto fra i vari modelli di previsione costituisce un presupposto in questo caso d’importanza cruciale, per rendersi conto di quali ampie differenze vi siano ancora in ballo sul medio termine. Le previsioni dettagliate per i giorni subito successivi al Natale restano quindi un vero e proprio terno al lotto, sebbene una linea di tendenza appaia chiaramente intuibile, con il Nord maggiormente coinvolto dall’aria gelida da est e con discrete possibilità di fugaci episodi nevosi (in particolar modo il giorno 26 Dicembre) anche sulle pianure e zone costiere. Per tutte le previsioni costantemente aggiornate, vi rimandiamo agli editoriali dedicati a tema ed al portale www.tempoitalia.it

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