La cellula anticiclonica continentale, da svariati giorni protesa sulla Penisola Scandinava e sulla Russia, sta spostando il proprio baricentro più a sud sull’Europa Centrale, in posizione ancora non sufficiente da evitare l’afflusso d’aria fredda da nord/est e la persistente influenza, su gran parte delle nostre regioni, di un tenace vortice in quota, centrato tra i Balcani e l’Adriatico Meridionale.
Le condizioni meteo stanno tardando a guarire, in virtù dell’aria fredda in quota che facilita la genesi di temporali in mare aperto, non solo sul tratto dell’Adriatico. Resta attiva la striscia nuvolosa dal Nord Africa alla Sicilia, collegata ad una fascia di convergenza fra masse d’aria diverse. La giornata di domani vedrà precipitazioni in fase d’attenuazione, ma ancora in parte presenti sulle regioni del medio-basso versante adriatico, alcune aree ioniche del Sud ed i versanti orientali delle due Isole Maggiori.
La fase inizia della nuova settimana vedrà un cambio definitivo di circolazione a livello europeo, con l’interruzione del flusso freddo balcanico sul Mediterraneo. Tuttavia l’Alta Pressione si mostrerà tutt’altro che solida, in ambito mediterraneo, in considerazione del rapido spostamento, in aperto Atlantico al largo dell’Irlanda, dei massimi barici a tutte le quote.
Una circolazione ciclonica in quota, arroccata sul Marocco, riuscirà così ad estendere la sua parziale e marginale influenza in direzione dei bacini meridionali italiani, soprattutto a ridosso delle Isole Maggiori. L’instabilità sarà esaltata dallo scontro fra masse d’aria diverse, in concomitanza di sbuffi d’aria più fresca oceanica che troveranno la strada spalancata da un campo anticiclonico sostanzialmente fragile.
Nel corso della settimana si assisterà all’ulteriore consolidamento dell’Anticiclone in Aperto Atlantico, che addirittura si slancerà lungo i meridiani fondendosi temporaneamente con l’Alta Pressione termica groenlandese. Tale configurazione barica creeerà premesse per l’allargamento sull’Europa Centro-Occidentale di una depressione scandinava, alimentata da una componente d’aria artica.
Il fine settimana (3-5 Ottobre) potrebbe essere il momento giusto per l’incursione della saccatura fredda ciclonica fin sull’Italia, un blitz breve poiché subito respinto da una ripresa barica da ovest. E’ ancora prematuro sbilanciarsi in previsioni, tuttavia è interessante valutare il parallelismo tra le GFS e le ECMWF, le quali mostrano un’evoluzione davvero simile, a conferma di come le visioni fredde a lungo termine del modello ECMWF, mostrate già da 2-3 giorni orsono, non fossero campate per aria.
Quest’affondo freddo porterebbe in dote con sé una notevole avvezione fredda artica. Secondo le attuali elaborazioni GFS, vi sarebbe un calo termico rispetto alla situazione attuale (già relativamente fredda per il periodo) prima al Centro-Nord, poi al Sud. La carta sotto si riferisce alla flessione termica a circa 1500 metri, rispetto alla situazione attuale, per la prima fase del week-end, riferita allo stesso momento temporale delle mappe globali viste sopra.