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Raggi cosmici, minimo solare e rischi per il clima: la teoria di Svenmarks

di Giovanni De Luca
28 Mag 2019 - 10:00
in Senza categoria
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CLIMA E METEO: sta continuando il bombardamento da parte dei raggi cosmici sull’alta atmosfera terrestre, e continuano le preoccupazioni sui possibili effetti sul clima.

Fu lo scienziato svedese Svenmarks a comprendere per primo la correlazione esistente tra l’aumento dei raggi cosmici ed un raffreddamento climatico.

I raggi cosmici sono tutte quelle particelle (fotoni, particelle subatomiche ad alta energia), che provengono dallo spazio profondo e sono generate dalle esplosioni stellari, in particolare delle Supernove.

Quando il Sole è in fase di attività, tali particelle sono generalmente spazzate via dal vento solare, un flusso di particelle cariche accompagnate da una espansione del campo magnetico solare, che deflette verso lo spazio tali raggi.

Se il Sole è in fase di bassa attività, manca questa protezione, i raggi cosmici possono elettrizzare le molecole d’acqua presenti nell’atmosfera terrestre, provocando la formazione di nuclei di condensazione.

In termini più semplici, possono aumentare la nuvolosità terrestre, la copertura nuvolosa della Terra, che poi riflette verso lo spazio la radiazione solare, abbassando la temperatura superficiale.

E’ questo il meccanismo che spiega meglio la variazione della temperatura terrestre collegata all’attività solare.

Il grafico sottostante mostra l’aumento notevole del flusso di neutroni che giungono dallo spazio correlato all’attività solare: al momento siamo a valori record, mentre nel 1991 abbiamo avuto il numero più basso, in corrispondenza con il ciclo 22.

Le preoccupazioni per un raffreddamento climatico deriverebbero dunque da questa teoria che potrebbe essere comprovata dalle osservazioni reali dei prossimi anni.

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