Le condizioni meteo sono molto dinamiche, cambiano rapidamente, insomma sono tipiche del mese di marzo. La tregua anticiclonica che sta coinvolgendo gran parte delle nostre regioni – peraltro con temperature in brusco aumento specie tra le due Isole Maggiori e al Sud – terminerà in un batter d’occhio.
Come saprete stiamo seguendo l’evoluzione in Atlantico perché è qui che si sta giocando la partita. Dopo la possente irruzione d’aria gelida siberiana, si è strutturata una complessa struttura perturbata che continua a ricevere alimentazione dalle acque atlantiche. In tal modo sta sfornando Vortici di Bassa Pressione particolarmente profondi e in grado di penetrare attivamente sul Mediterraneo.
L’ultimo in ordine cronologico è quello che sta causando la temporanea fiammata anticiclonica ma che nel suo incedere verso est andrà a implementare un severo peggioramento. Dove? Sicuramente al Nord, poi anche lungo il versante tirrenico. Ma diciamo che saranno le regioni settentrionali quelle più esposte, in particolare la Liguria e l’Alta Toscana dove ci aspettiamo piogge talmente violente che potrebbero crearsi i presupposti per situazioni di criticità idrogeologica. Osservando la mappa, si tratta del modello matematico di previsione ICON (ex DWD) possiamo farci un’idea degli accumuli e nelle due regioni indicate capiamo che potrebbero cadere dai 100 agli oltre 200 mm. In quanto tempo? Tenete conto che la mappa ci dà un’idea degli accumuli sino alla mezzanotte del 13 marzo.
Ma pioverà tanto anche a ridosso delle Prealpi, specie sui settori orientali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ovviamente cadrà tanta neve sulle Alpi ed in particolare sulle Alpi lombarde, oltre che lungo i confini del basso Piemonte, sulle Dolomiti orientali e sulla Carnia.
Infine pioverà anche sulle tirreniche e sulla Sardegna occidentale, ma con accumuli che raramente supereranno 50 mm e che quindi non causeranno particolari problemi, anzi, serviranno a rimpinguare ulteriormente le nostre risorse idriche. In ombra pluviometrica le regioni adriatiche, ioniche e gran parte della Sicilia, sia perché la perturbazione scorrerà a nord sia perché in regime di correnti provenienti dai quadranti occidentali quelle aree d’Italia risultano notoriamente sottovento.