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CAOS METEO sino al Mar Glaciale Artico, bagni in mare. Influenza su ITALIA

di Piero Luciani
22 Lug 2018 - 07:40
in Senza categoria
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Le condizioni meteo della Scandinavia solo all’apparenza non ci riguardano, ma tutto ciò che avviene nel Globo realizza il clima che influenza anche l’Italia.

La strana Estate alpina, con meno pioggia del solito, i temporali che ogni tanto si fanno vedere anche al Sud Italia, in qualche misura sono stati causati da lontane anomalie climatiche.

In Scandinavia il clima è giunto al paradosso: le coste dei fiordi norvegesi sono state prese d’assalto dai bagnanti che hanno tirato fuori l’abbigliamento da spiaggia per sfuggire ad una calura innaturale. Ma il peggio succede da settimane in Svezia, dove gli incendi sono incontrollabili, e solo in questi giorni sono in atto ben 45 focolai, cosa che non sarebbe anomala se riguardasse il Mediterraneo. Pensate che ad inizio Estate, dalla Sardegna, terra martoriata ogni anno dagli incendi, ma che allora era verdissima, partirono degli aerei antiincendio in soccorso della Svezia.

Nelle regioni polari, e parliamo di regioni prossime a Capo Nord, dove il sole non tramonta mai, la temperatura ha toccato i 34°C di massima, mentre nell’arco di 24 ore non è mai scesa sotto i 25°C. Ma forse ci siamo dimenticati che un’ondata di caldo storico si era avuta anche in una regione della Siberia qualche giorno prima, e sempre nelle coste del Mar Glaciale Artico c’erano stati ben oltre 32°C.

Tutto ciò è paradossale, è mostruoso.

È paradossale perché nell’immaginario comune vediamo la Scandinavia verdissima, dalle estati fresche. È pur vero che occasionalmente, nelle regioni più meridionali della Scandinavia i 30°C si possono raggiungere, ma 34°C nelle coste dell’Artico sono mostruosi, è una condizione meteo che dovrebbe renderci consapevoli che il clima sta cambiando.

Or ora vorremmo sentire chi annuncia l’Era Glaciale imminente che ha da dire.

Per altro, se in una parte delle coste artiche fa caldissimo, in altre ci sono state tempeste di neve.

Insomma, parliamoci chiaro, le fluttuazioni del clima ci sono sempre state, se così non fosse in Inghilterra nel Medio Evo non avrebbero coltivato la vite, i Vichinghi non si sarebbero spinti in Islanda ed in Groenlandia con imbarcazioni che oggi definiremmo di fortuna.

Il caldo estremo c’è stato anche in passato, ma nessuno ci badava. Oggi sofisticati satelliti, stazioni meteo costosissime rilevano ogni fluttuazione termica, e si dice che mai prima d’ora ciò è avvenuto. E su ciò più di qualche dubbio ci viene.

Ma siccome il passato è passato e non possiamo stabilire l’esatta autenticità dei rilevamenti meteorologici, ci fermiamo con preoccupazione e impotenza di fronte all’attualità che ci racconta gli incendi della Svezia, i 34°C diurni registrati nelle coste del Mar Glaciale Artico, e ci chiediamo quali estremi meteo potremmo avere noi.

Qualche giorno fa è stato battuto un record storico di caldo nel Sahara, nei prossimi giorni la calura tenderà a crescere, e già i modelli matematici prevedono oltre 50°C, e stavolta un’ondata di calore arriverà anche verso l’Italia.

E noi reduci dell’Estate 2017, di quella del 2003, iniziamo a vigilare i repentini cambiamenti del tempo, timorosi di soffrire la calura del vicinissimo Sahara, qualcosa che sovente ignoriamo. Se vi fatte caso le mappe mostrano l’Atlantico, mentre ignorano il Sahara, eppure da quelle parti viene la nostra Estate, quella rovente, quella africana.

Si continua a studiare l’Artico, ma ben poco si sa e si conosce del Sahara, da dove potrebbero giungere ondate di calore che alla lunga sarebbero causa di cambiamenti climatici nelle regioni mediterranee.

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