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Strat Warming progress

di Andrea Meloni
26 Dic 2006 - 11:08
in Senza categoria
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Il nocciolo gelido alla quota di 30 hPa si dissolverà ed i valori termici saliranno verso la media, salirà la temperatura anche in Europa. Ma per vedere l'evoluzione andrebbero controllate decine e decine di mappe. Fonte NOAA.

Come avevamo evidenziato di recente, siamo in una fase che vedrà un cambiamento modesto della temperatura in alta quota, quella della Stratosfera, dove si annuncia un graduale aumento della temperatura: si realizzerà uno Strat Warming.

Molto spesso, uno Strat Warming sull’Europa centrale, precede un’ondata di freddo che dopo circa una decina di giorni interessa anche l’Italia, ma è difficilissimo dare certezza di un simile evento.

Si sono scritti molti commenti sullo Strat Warming e tavolta si sono avute parecchie incomprensioni di questa complessa teoria. Il Meteo Giornale ne parla dal lontano 2000 con articoli ed editoriali, ma mai intende annunciare l’imminente gelo per l’Italia, per tali previsioni ci siamo sempre avvalsi delle linee di tendenza disegnate dai modelli matematici.

Tuttavia, questa ed altre teorie vanno accolte ed analizzate, confrontate con documenti rigorosamente scientifici.

Stiamo per addentrarci in Strat Warming europeo, e questo potrebbe favorire una diminuzione di intensità delle correnti del Vortice Polare in Stratosfera, in seguito in Troposfera. Ma lo Strat Warming previsto non sarà intenso, non ci sarà alcun vigoroso riscaldamento che secondo le teorie della teleconnessione sarà generatore di violente ondate di gelo.

Ipotesi di evoluzione se ne potrebbero formulare diverse, vediamone alcune:

i modelli matematici indicano per il breve, medio e lungo termine, ovvero sino a 15 giorni da oggi, il persistere sull’Italia di un campo di Alta Pressione. In effetti lo Strat Warming dovrebbe essere attivo tra circa 10 giorni e suggerire effetti tra circa 20.

Nella seconda metà di gennaio si potrebbe attenuare l’Alta Pressione in Italia e spostarsi in Atlantico. Dapprima, secondo i modelli matematici globali, riprenderà vigore sull’Europa settentrionale la circolazione occidente, e tra Islanda e Scandinavia si alterneranno diverse aree di Bassa Pressione.

Semmai l’anticiclone dovesse espandersi in Atlantico, dopo la metà di gennaio in Italia giungerebbero masse d’aria umida e fredda, molto probabilmente non gelida, ma si potrebbero avere nevicate frequenti sulle basse quote. Tuttavia, sino al 12 gennaio, alcun modello matematico fa cenno a questa evoluzione e conferma la presenza dell’Alta Pressione!

Una seconda ipotesi potrebbe vedere una replica, magari ben più occidentale, dell’irruzione di aria fredda che attualmente interessa la Russia europea, con una riattivazione di eventuali depressioni mediterranee. Questo darebbe condizioni di freddo più marcato e neve su quote anche pianeggianti. Un’ evoluzione che rasenta l’eccesso, ma che potrebbe presentarsi tra una ventina di giorni e più.

Basandoci sulla previsione dello Strat Warming e della media climatica, vi sono moderate possibilità di un periodo freddo dopo metà gennaio. E’ una prospettiva che presentiamo come un’ipotesi veduta su dati sommari, è solo una teoria. Sarà nostro compito effettuare una previsione più realistica analizzare in futuro.

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