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Il clima della Francia: influssi continentali ad est (terza parte)

di Giovanni Staiano
20 Set 2005 - 10:03
in Senza categoria
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Nella prima immagine, di alex74 del forum del Meteogiornale, casa a graticcio a Strasburgo. Nella seconda immagine, di Alessandro Mandelli, un paesaggio dei Vosgi.

La parte orientale della Francia è ovviamente più aperta alle influenze continentali, in particolare nell’Alsazia e nella Lorena dove la longitudine più orientale si abbina con una maggiore distanza dal mare e con la presenza, per l’Alsazia, dei Vosgi a ovest a sbarrare la strada alle miti correnti atlantiche.

Il bassopiano alsaziano lungo il Reno ha quindi lo stesso clima del Baden-Wurttemberg tedesco, con inverni rigidi per le frequenti irruzioni di aria fredda continentale e i conseguenti fenomeni di inversione termica, frequenti nel semestre freddo, all’origine anche di non rare nebbie. Relativamente frequenti anche le nevicate, in genere però non intense, quando aria più mite atlantica si solleva incontrando i Vosgi e scorre sopra il cuscino freddo che rimane nella Valle del Reno. Le correnti da sud raggiungono l’Alsazia incanalandosi lungo l’asse Rodano-Saona-Doubs ma la presenza delle Alpi fa si che l’umidità delle masse d’aria mediterranee si scarichi quasi interamente sui monti, quindi per l’Alsazia questa situazione non è favorevole alle precipitazioni.

In primavera si alternano periodi soleggiati con forte escursione termica giornaliera (minime vicine allo zero e massime già sui 20°C nel periodo fine marzo / inizio aprile) a periodi perturbati con ritorni d’inverno quando giungono fronti freddi da nord-ovest.

L’estate nella “fossa renana” è piuttosto calda, con frequenti puntate oltre i 30°C nei valori massimi e non rare incursioni, soprattutto in questi ultimi anni ,di onde di calore “africane” (a cominciare da quella infinita del 2003), oltre i 35°C. Improvvisi e violenti temporali rompono le fasi calde quando l’anticiclone se ne torna sul Mediterraneo e la fresca aria atlantica che irrompe scalza bruscamente l’aria calda preesistente. Gli apporti precipitativi di queste manifestazioni sono notevoli e questo fa si che i mesi estivi siano, come quantitativo, i più ricchi di pioggia.

Strasburgo, capoluogo dell’Alsazia, ha medie (tutte in °C) di 0,0° in gennaio, 9,5° in aprile, 18,8° in luglio, 9,7° in ottobre (9,6° la media annua). Le piogge ammontano a 630 mm/anno con massimi di 70-75 mm nei mesi da giugno ad agosto e minimi di 30-35 mm in gennaio e febbraio.

La Lorena ha continentalità meno spiccata, con i Vosgi che la riparano dai venti da est e provocano lo stau delle correnti da ovest, con conseguente aumento delle precipitazioni rispetto all’Alsazia, in forma più spesso piovosa anche in inverno. Rimangono anche più basse le temperature estive, soprattutto le massime, per la maggiore influenza delle correnti dall’Atlantico.

Nancy ha in media 1,2° in gennaio, 8,7° in aprile, 17,9° in luglio, 9,7° in ottobre, 9,4° come media annua. Le precipitazioni ammontano a 745 mm/anno con due massimi in giugno/luglio e ottobre/novembre (sui 70 mm/mese) e minimo poco accentuato in febbraio e marzo (51 e 52 mm).

La regione del Pas de Calais, l’estremo nord-est francese, ha caratteristiche climatiche intermedie tra quelle continentali dell’Alsazia-Lorena e quelle marittime della Normandia, in quanto da un lato è aperta alle influenze oceaniche, dall’altro è esposta anche alle irruzioni fredde, accompagnate dalla bise, il vento freddo da est/nordest. Ne risulta, a parte una stretta fascia costiera a clima marittimo, un clima simile a quello della regione parigina.

A Lille il mese più freddo è febbraio (media 2,8°), il più caldo luglio (media 18,0°). La media annua è 10,3°. Le precipitazioni sono di 645 mm/anno, distribuite in tutte le stagioni con due massimi sui 60 mm/mese in ottobre-novembre e luglio (il mese più asciutto è febbraio con 42 mm).

La quarta parte dell’articolo si occuperà del clima delle regioni alpine, del Massicio Centrale e della Valle del Rodano.

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