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La caduta di un impero…

di Antonio Pallucca
30 Ott 2005 - 10:19
in Senza categoria
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Carta della anomalie del modello GFS/Ensemble a 850 hPa nell'elaborazione di www.wetterzentrale.de.
Ovviamente per meglio cogliere questo parziale sgretolamento dell’aria di alta pressione, che sta insistendo sull’Europa centrale e settentrionale, ivi la nostra Penisola, abbiamo scelto una carta estrema che rende più fluida la lettura di questa probabile situazione proiettata nel futuro.

Già in precedenti editoriali abbiamo indicato come date possibili indicanti un cambiamento delle attuali condizioni atmosferiche sul nostro Continente (dal 6/7 novembre in poi). Spesso abbiamo ripetuto che la “mole anticiclonica” non poteva essere abbattuta, quindi smantellata, da semplici tentativi atlantici, ma che sarebbe stato necessario qualcosa di diverso e di diversa origine.

Come da rielaborato del modello in questione abbiamo ricostruito una delle tante “fattibili” configurazioni bariche che potrebbero dare il via ad un “new trend”.

La causa principale di questo nuovo orientamento, sta proprio nell’erosione dell’HP dovuta ad aria più fredda di provenienza continentale. Questo flusso pare che possieda le “qualità” giuste per infliggere un primo attacco a questo possente “muro pressorio”.

In effetti l’aria fredda, che corre a bordi orientali della struttura dinamica di “alta”, riuscirebbe a provocare un progressivo distaccamento dell’anticiclone dalla sua matrice sub-tropicale, con conseguente apertura di una varco verso sud ove le correnti, sia continentali che atlantiche, potrebbero trovare una “zona franca” per poter interagire tra loro e creare delle situazioni depressionarie che da ovest si sposterebbero verso est.

Dobbiamo quindi pensare che questa congiunzione di flussi, disomogenei tra loro, sia in grado di insistere per alcuni giorni, onde poter “svincolare” la “bolla anticiclonica” dalla sua “matrice” meridionale.
Quindi, con ottime probabilità di accadimento, sarà il flusso freddo che scatenerà abbattendo questa inerzia atmosferica; successivamente, ma qui parliamo di un raggio revisionale molto lungo, l’asse di “alta” sarà costretto a spostarsi verso occidente e creare un “ponte” con l’attuale e poco dinamico anticiclone delle Azzorre.

Nel globale possiamo descrivere tale situazioni in due principali fasi:

– la prima caratterizzata dall’erosione costante di aria fredda dal nord est europeo, con possibili ciclogenesi in area mediterranea;

– la seconda identificabile come probabile rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali che potrebbero, sempre al limite della prima decade del mese di novembre, portare una più decisa avvezione fredda verso la nostra Penisola.

Tutto ciò, pur non essendo amante dei parallelismi, ricorda molto quello che successe tra la fine dell’ottobre 2004 ed il giorno 8/9 del mese di novembre, sempre delle stesso anno.
Con ciò non vogliamo dare nessuna indicazione di tipo “stagionale”, ma solo richiamare l’attenzione verso certe strutture atmosferiche che si possono ripetere anche a distanza di anni ed in particolare durante le stagioni di transizione.

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